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Spettacoli
Acoustic Tour, i Simple Minds in trionfo a Milano: "I nostri primi 40 anni"
I Simple Minds sul palco dell'Arcimboldi

Con il concerto al Teatro Arcimboldi di Milano, si è chiusa la fase italiana dell'Acoustic Tour 2017 dei Simple Minds. “Questa sera siamo tristi, perché è l'ultimo concerto in Italia”, ha detto dal palco il cantante Jim Kerr. Parole di circostanza? Non proprio, perché tra il nostro Paese e la band scozzese il legame è davvero speciale e va ben oltre la musica.

Oltre alle calorose accoglienze tributate al gruppo fin dai suoi esordi, l'Italia è entrata nella vita dei fondatori Jim Kerr e Charlie Burchill fino a diventarne una seconda casa. Il cantante vive tra la natia Glasgow e Taormina, dove ha anche aperto l'hotel Villa Angela, e parla un ottimo italiano tanto quanto il suo sodale chitarrista, che invece ha lungamente vissuto a Roma per ragioni sentimentali.

Ma il concerto milanese chiude anche una tappa storica nella carriera dei Simple Minds: “Proprio questa settimana, Charlie e io festeggiamo quarant'anni insieme! Quando parlo con i giornalisti, tutti mi dicono che è come un matrimonio... e in effetti un po' lo è, perché lui mi rompe i c... tutti i giorni!”.

Dopo quattro decenni passati a riempire gli stadi di tutto il mondo grazie a un rock caratterizzato da sonorità molto elettroniche, con i sintetizzatori in prima linea, non era scontato che la band riuscisse a reinventarsi in chiave acustica. L'idea di “staccare la spina” e suonare unplugged era stata accarezzata per la prima volta vent'anni fa, come rivela Jim Kerr: “Inizialmente la cosa ci attirava, poi però ci siamo fermati, perché avevamo paura che suonasse noiosa... Tipo quelli che suonano chitarra e bongo sulla spiaggia”. Perché, allora, si è deciso solo ora di rileggere i classici del repertorio in un disco acustico: “Sarò sincero”, scherza un Kerr insolitamente ciarliero, “Ci hanno offerto un sacco di soldi e, siccome siamo scozzesi, abbiamo un rapporto particolare con i soldi”.

Battute a parte, l'azzardato esperimento è riuscito alla grande, non solo in studio, quanto dal vivo, che fin dalle prime esibizioni nei garage di Toryglen, il quartiere dove sono cresciuti Jim e Charlie, è il pezzo forte del gruppo.

Tutti i classici dei Simple Minds funzionano perfettamente anche in questa nuova versione: da “New Gold Dream” a “Alive and kicking”. Una citazione particolare la meritano i nuovi arrangiamenti di “Big sleep” e soprattutto di “Speed your love to me”, che conferiscono un fascino ipnotico a due brani inizialmente concepiti con una forte struttura elettronica. Nella scaletta è stato inserito anche un sentito omaggio a due grandi artisti scomparsi lo scorso anno: Prince, di cui è stata eseguita una bellissima versione di “The Cross”, e David Bowie, dal cui repertorio è stata scelta “Andy Warhol”. L'omaggio al Duca Bianco era d'altronde logico, visto che i Simple Minds hanno scelto il loro nome ispirandosi alla sua “The Jean Genie” (“He's so simple minded, he can't drive his module...”).

Oltre agli arrangiamenti, i Simple Minds hanno presentato novità anche nella formazione, seppure in via transitoria. Con Kerr, Burchill e il bassista Ged Grimes si sono esibiti anche Gordon Goudie e la percussionista Cherie Osei, che per questo tour ha preso il posto del leggendario Mel Gaynor (attualmente impegnato in uno suo progetto solista). La presenza femminile sul palco è stata notevole: oltre alla seconda voce Sarah Brown, ormai da tempo in forza al gruppo, si è aggiunta l'effervescente chitarrista scozzese KT Tunstall, che oltre a riscaldare il pubblico prima dell'arrivo dei Simple Minds ha duettato con Jim Kerr in “Promised you a miracle” e “For what it's worth” (cover dei Buffalo Springfield).

Il pubblico ha mostrato di gradire, fin dall'inaspettato giro tra le poltrone di Kerr durante il brano di apertura (“New Gold Dream”) e poi alzandosi per ballare sulle note di “Don't you (forget about me)”.

E' stata quindi una vera e propria festa a chiudere i primi 40 anni dei Simple Minds, che però sono già ripartiti per i prossimi appuntamenti: il resto del tour (nei prossimi concerti ci sarà anche Catherine AD "The Anchoress") e soprattutto un nuovo album.

Sarà il 17esimo, non calcolando i dischi dal vivo e quelli di sole cover. Non è da tutti avere ancora tanta energia dopo aver passato quattro decenni in giro per il mondo a suonare, ma la spiegazione non è certo quella che ha dato Jim Kerr, ironizzando sull'appariscente gonna indossata sul palco da Sarah Brown: “Per pagare questa, dovremo stare in tournèe almeno altri due anni!”.

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simple minds milano acoustic tour
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