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Spettacoli
Finazzer Flory ricorda Marta Marzotto con un cortometraggio a Venezia

Marta Marzotto – come ricorda la figlia Diamante Marzotto protagonista del cortometraggio e che veste i panni della madre indossando i suoi inconfondibili caftani - ha ricoperto un importante ruolo di mecenate, aiutando moltissimi artisti alle prime armi.

“Volate alto. Metteteci fantasia. Se non avete una storia d’amore, inventatela. Marta". E’ la frase con cui si chiude il cortometraggio La Musa Inquieta – Storia di una macenate che visse più volte realizzato dal regista Massimiliano Finazzer Flory in ricordo dell’amica Marta Marzotto, personalità iconica dell’Italia del Dopoguerra, non solo stilista, come erroneamente definita dalla stampa al momento della sua scomparsa avvenuta 5 anni fa. Simbolo di mondanità, ma anche  protagonista della vita culturale attraverso le sue frequentazioni con esponenti dell’arte come Renato Guttuso, del cinema come Sergio e Nori Corbucci o Monica Vitti. Negli ultimi anni della sua vita Marta Marzotto – come ricorda la figlia Diamante Marzotto protagonista del cortometraggio e che veste i panni della madre indossando i suoi inconfondibili caftani - ha ricoperto un importante ruolo di mecenate, aiutando moltissimi artisti alle prime armi. Artisti che lei riteneva avrebbero potuto fare carriera.

Sostenendoli spesso – come sottolinea Finazzer Flory che nel film è la voce narrante – anche finanziariamente. Una generosità innata, dovuta alle difficoltà dei primi anni di vita,  che ha sempre praticato, per cercare di aiutare chi non ha avuto la stessa fortuna nella vita. Perché di fortuna nella vita, Marta Vacondio, nata a Reggio Emilia il 24 febbraio del 1931, scomparsa a Milano il 29 luglio 2016, figlia di un casellante, ne ha avuta moltissima, sposando il conte Umberto Marzotto, discendente di una famiglia di ricchi industriali veneti. Un vero matrimonio d’amore, come sottolinea la figlia Diamante durante l’incontro stampa all’hotel Excelsior del Lido di Venezia prima della proiezione con gli amici di una vita ed alcuni protagonisti del corto tra cui Jean Paul Troli, Gelasio Gaetani d’Aragona, Marta Brivio Sforza, Sandra Carraro. Infatti dall’unione con il Conte Umberto Marzotto sono nati cinque figli:  Paola (1955), Annalisa (1957-1989, morta per fibrosi cistica), Vittorio Emanuele (1960), Diamante (1963) e Matteo (1966)

Il grande dolore per la morte prematura di Annalisa l’ha segnata tutta la vita. Un dolore a cui non si è mai rassegnata, e probabilmente la sua grande gioia di vivere era una risposta a questo grande dramma, che ha molto toccato anche gli altri figli. “La musa inquieta” è anche la storia di un rapporto tra l’arte come madre di tutte le cose e la nostra vita, storia vera che ha al centro il rapporto tra Marta Marzotto e il quadro di Sandro Botticelli “Madonna del Libro” da lei restaurato in favore del Museo Poldi Pezzoli di Milano. Il quadro, una Madonna con il figlio, vuole ricordare l’adorata figlia perduta. Il cortometraggio, di venti minuti, si dipana nei luoghi che negli anni sono stati i protagonisti della vita di Marta Marzotto: Milano, la Sardegna, Venezia, Cortina d’Ampezzo, il Marrakech. È la storia di una donna amante del bello, curiosa e creativa. Una donna che si spogliava – letteralmente - di quello che aveva addosso pur di far felice qualcuno. Non voleva che nessuno soffrisse. Il suo sguardo trasforma le cose e viene rivelato come un sogno.

E inquadrando il suo vestito, il suo cammino, i suoi capelli, una sua spalla, si rivede la Sardegna con il suo mare ed il suo vento, gli oggetti di creazione legati ai personaggi della sua vita come Umberto Marzotto e Renato Guttuso, alle case che ha abitato. La voce nel film è quella della stessa Marzotto, estrapolata da interviste dell’ultimo periodo sull’infanzia, la giovinezza, i grandi amori, la voglia di sapere e di vita. Una donna che ha ispirato l'estetica, il design, la moda italiana attraverso la personalità di “nata libera”. Protagonisti del corto foto, vestiti, gioielli, quadri, giornali, case, paesaggi, un puzzle di ricordi come se il cinema in fondo fosse solo una lunga sequenza di immagini di bellezza che inevitabilmente scompare fino a quando non si trova un’opera da contemplare. Molti conoscono Marta Marzotto, per i suoi salotti, i suoi vestiti, le sue feste. Pochi sanno dei suoi silenzi, del suo cuore generoso, del suo rapporto con l’arte. Adorava il Cinema e non mancava una Mostra del Cinema di Venezia. Non è un caso che il corto sia stato presentato durante la 78 edizione del festival. Annunciato dalla figlia Diamante Marzotto e dal regista Finazzer Flory, il Premio Marta Marzotto si svolgerà  per la prima edizione a dicembre al Metropole di Venezia, l’hotel preferito dalla “Musa inquieta” per i suoi soggiorni veneziani

 

 

 

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