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Finite le vacanze, si torna alla quotidianità: a settembre riparte il teatro, con una stagione ricca di appuntamenti

Benedicta Boccoli, Massimo Fregnani, Matteo Tarasco raccontano il teatro tra innovazioni, nuove produzioni, difficoltà e futuro

Finite le vacanze, si torna alla quotidianità: a settembre riparte il teatro, con una stagione ricca di appuntamenti

La pausa estiva lascia spazio ai programmi e al ritorno della quotidianità, con le valigie ancora da disfare e l’agenda che lentamente torna a riempirsi. È ancora presto per avere un quadro definitivo, ma tra debutti, festival, nuove produzioni e spettacoli già molto attesi, qualche indicazione comincia ad arrivare. Il teatro torna così a occupare il centro della scena, con proposte diverse per linguaggi e sensibilità. E mentre l’estate si avvia ai saluti, la città riprende il suo ritmo.

Il teatro come incontro e comunità

A inaugurare questa stagione è ENEIDE – Teatro della Migrazione, che torna per il secondo anno consecutivo nella Sala Raffaello di Villa Fiorelli, fino al 26 settembre. Non è soltanto una produzione teatrale, ma un vero laboratorio di incontro e di umanità, nel quale il viaggio di Enea dialoga con quello di milioni di persone costrette a lasciare la propria terra. È dal confronto tra mito e contemporaneità che prende forma il progetto teatrale interculturale e multidisciplinare. ENEIDE utilizza la formazione teatrale come occasione di crescita artistica e personale, offrendo ai giovani interpreti, provenienti da realtà marginalizzate, la possibilità di sviluppare competenze attraverso il teatro. Un’esperienza che diventa un’occasione per riflettere sul presente e sul futuro del teatro. Ne abbiamo parlato con il regista Matteo Tarasco, partendo proprio dal rapporto tra innovazione e tradizione. “Oggi abbiamo bisogno di innovazione, senza perdere il legame con la tradizione. Rompere con il passato significa conoscerlo per poterlo attraversare e trasformare. Un classico è una materia viva, che ogni epoca può interrogare. La sfida è capire quali domande del presente possiamo rivolgere ai testi del passato. È da questa necessità che nasce un nuovo linguaggio”. Ma innovare non significa necessariamente inseguire la velocità e i ritmi della contemporaneità. Come spiega Tarasco: “In un’epoca dominata dagli schermi e dalla fruizione veloce, il teatro possiede qualcosa che nessuna tecnologia può riprodurre: la presenza viva di attori e spettatori nello stesso luogo e nello stesso momento. Un silenzio, uno sguardo, un errore accadono una sola volta. Per questo il teatro non deve necessariamente diventare più veloce per conquistare l’attenzione, ma può restituire allo spettatore il tempo dell’ascolto, della riflessione e dell’immaginazione”.

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Il regista Matteo Tarasco fino al 29 settembre alla Sala Raffaello con ENEIDE – Teatro della Migrazione

“ENEIDE coinvolge trenta giovani performer italiani e migranti under 35 in un laboratorio di 45 giorni – spiega Matteo Tarasco – e attraverso il teatro diventa non soltanto spettacolo, ma anche formazione, incontro e costruzione di una comunità. Affidare la sua storia a giovani con lingue, culture e biografie differenti significa riportare un testo antico dentro il presente”.

Tra teatro, musica e poesia

Il percorso prosegue con Visioni di Roma, il festival di teatro, musica e poesia diretto da Pino Strabioli, in programma al Teatro de’ Servi dal 9 al 20 settembre. Ad aprire la rassegna sarà Stasera Fo, per celebrare il centenario della nascita del maestro, con Paola Minaccioni, Iaia Forte, Ariele Vincenti, Manuela Zero e Simone Avincola. Un omaggio alla satira, alla libertà creativa e al teatro civile, raccontato attraverso materiali d’archivio, filmati e letture.

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Pino Strabioli dal 9 al 20 settembre al Teatro de’ Servi con Visioni di Roma

Le grandi produzioni e le sfide

E se settembre porta con sé il desiderio di tornare a teatro, l’autunno romano promette anche appuntamenti di grande spettacolarità. Tra questi spicca Il Principe d’Egitto – Il Musical, atteso al Teatro Brancaccio dal 29 ottobre, dopo la Prima assoluta nazionale al Teatro Rossetti di Trieste, dove ha conquistato il pubblico sin dalla prima scena. Ma dietro le grandi produzioni rimangono problemi strutturali che il settore non può più ignorare. Come spiega il produttore del colossal Massimo Fregnani: “Abbiamo una rete di teatri troppo vecchia, che rende difficile produrre con standard qualitativi adeguati e sostenere costi importanti.

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Il regista Massimo Fregnani

A questo si aggiunge la mancanza di maestranze preparate, aggravata dal Covid. Serve poi una maggiore capacità di confrontarsi con il mercato internazionale e con la concorrenza del web e della televisione, puntando sulla qualità e su contenuti più attuali. Eppure i nostri creativi restano tra i migliori al mondo, anche se, troppo spesso, sono costretti a lavorare all’estero”. Un problema che riguarda anche le grandi produzioni internazionali, come Il Principe d’Egitto, affidato alla regia di Federico Bellone. “Il teatro deve saper trasmettere emozioni e idee, accompagnando il pubblico in un mondo che va oltre la fantasia. Con Il Principe d’Egitto – Il Musical vogliamo lanciare un messaggio di pace e di fratellanza, riassunto in una frase: tutti sotto lo stesso cielo.

Il teatro l’arte più viva e moderna

Se da una parte il teatro italiano deve affrontare difficoltà strutturali, economiche e produttive, dall’altra resta intatta la sua capacità di emozionare e di creare un rapporto unico con il pubblico. A sottolinearlo è Benedicta Boccoli, attrice che da gennaio sarà protagonista di Fiore di Cactus con Gianfranco Iannuzzo al Teatro Manzoni.

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Benedicta Boccoli a gennaio al Teatro Manzoni con “Fiori di Cactus”, in scena insieme a Ginafranco Iannuzzo

“Il teatro è l’arte più antica del mondo ed, oggi, paradossalmente, una delle forme più rivoluzionarie e moderne. In un’epoca dominata dalla tecnologia andare a vedere uno spettacolo significa vivere un rapporto diretto, senza filtri. Un’esperienza eccezionale, che dovremmo far conoscere soprattutto ai giovani. E’ importante far avvicinare i ragazzi al teatro partendo dalle scuole, con lezioni e spettacoli scelti con attenzione. Un’esperienza sbagliata può allontanare per sempre un giovane spettatore. Il teatro insegna qualcosa di rarissimo: la concentrazione. Obbliga al silenzio, al buio, a spegnere il cellulare ed ascoltare. E’ importante rivedere il costo dei biglietti per i ragazzi. Il pubblico deve essere trattato con rispetto. Gli attori dovrebbero essere scelti non in base alla loro popolarità. Sono stata anche io un personaggio”.