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Spettacoli
Musica di ogni genere tra le vette per il “I suoni delle Dolomiti"
credits Walter Cainelli

di Raffaello Carabini

I “monti pallidi”, su cui i nani dei boschi tesserono la luce della Luna ricoprendone ogni roccia per permettere alla sensibile principessa dello splendente satellite di vivere la sua storia d’amore con il loro principe, accolgono per la 22esima volta la prestigiosa rassegna “I Suoni delle Dolomiti”. Ad alta quota offriranno una scenografia irripetibile a una serie importante di concerti acustici (per pochi è previsto un massimo di 1 kw di amplificazione) di classica, jazz, world e pop d’autore, avviluppando di prati, fiori, macigni, alberi, vento, i musicisti e il pubblico.
La montagna, infinito spazio di libertà, accoglie il linguaggio universale della musica, proponendo un’esperienza unica, che inizia con il raggiungere a piedi, a fianco dei protagonisti, magari aiutandoli a portare gli strumenti, il luogo dove si tengono i concerti. Una salita preparatoria attraverso boschi e lungo rivi, tra torbiere e pascoli, verso palcoscenici che strozzano il fiato rimasto, davanti alla Marmolada oppure al Sassolungo, alle Pale di San Martino o al Catinaccio, mentre ci si accomoda sul terreno per ascoltare Mario Brunello e Stefano Bollani, la Barcelona Gipsy Balkan Orchestra e Cristina Donà, Mari Boine e Franco d’Andrea, Mischa Maisky e Musica Nuda, Ballaké Sissoko e Rita Marcotulli, per citare in ordine sparso.

“È un vero festival dei paesaggi”, dice Chiara Bassetti, direttore artistico e forza motrice del progetto. “I magnifici paesaggi ambientali delle nostre montagne trentine e i paesaggi musicali più diversi. Attraverso la musica chi viene si mette meglio a contatto con la natura e, come affermano sempre, gli artisti la interpretano al meglio. Allo stesso modo le meraviglie della verticalità dolomitica spingono verso la crescita e verso un migliorarsi cui non si può restare indifferenti.”

E aggiunge ancora: “Quella di Trentino Marketing è un’iniziativa che valorizza un rapporto corretto con la montagna anche da parte dei turisti, tanto che i nostri “uomini delle montagne”, le guide alpine, i gestori dei rifugi, hanno adottato questo festival. Lo sentono affine al loro rispetto per i monti, al loro sentire nei confronti del territorio, alla loro comunione con la natura. Non c’è nulla che riesca a disegnare un autentico paesaggio dell’anima, variegato e intenso, come il connubio diretto tra musica e natura.”
Nel ricco programma ci piace estrapolare il duo di kora, la piccola arpa-liuto mandinga, e violoncello formato dal geniale virtuoso maliano Sissoko e dal concertista francese Vincent Ségal, un sincero abbraccio fra culture diverse, il 22 agosto in Val di Fassa; il violoncellista Brunello con il danzatore coreano Yong Min Cho, il 10 agosto a Pian della Nana, uno dei luoghi più incontaminati delle Dolomiti; la vocalità di gola e le percussioni senza tempo dei mongoli Huun-Huur-Tu il 5 agosto all’Alpe di Pampeago; il jazz del trombettista Markus Stockhausen con la moglie clarinettista Tara Bouman (il 10 luglio al Rifugio Bergvagabunden Hütte).

E ancora i tre progetti speciali: i due trekking, tre giorni di camminate e di magie sonore (dal 23 al 25 luglio, in Val di Fassa con il violoncellista Brunello, il violinista Giuliano Carmignola e il liutista norvegese Rolf Lieslevand, concertisti di fama mondiale, che proporranno musica barocca, e dal 31 al 2 agosto, alle Pale di San Martino, con le canzoni d’autore proposte dalla voce flessibile di Petra Magoni e l’arciliuto di Ilaria Fantin) e il saluto all’alba sul Col Margherita (inizio del concerto alle ore 6 del 16 luglio) con la leggendaria vocalist del popolo lappone Mari Boine, accompagnata da un supergruppo.
Ma altrettanto interessanti sono le proposte che non abbiamo citato (che potete trovare, insieme alle difficoltà o meno dei percorsi per raggiungerle, al sito isuonidelledolomiti.it oppure al tel. 0462 609620), così come altrettanto belle sono le altre location, dove pubblico e musicisti, seduti insieme senza soluzione di continuità, vivranno un’esperienza da non mancare. Come conclude Bassetti: “La musica sulle Dolomiti, che sono un Patrimonio dell’Umanità, si respira come in nessun altro luogo, dialoga con il silenzio e rimette al centro il rapporto con se stessi e con l’infinito.”

 

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