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Spettacoli
Paola Livini: “Recitare è una terapia come l’arte per Ligabue”

Anna Magnani e Barbra Streisand: l’attrice e cantante Paola Lavini, per la sua solarità e le sue virtù canore, ricorda queste due grandi icone femminili. In autunno la vedremo, nel ruolo di Maria Callas, su Rai Uno nel film “Carla” sulla vita di Carla Fracci.  L’ho incontrata nell’ambito della terza edizione del VillaeFilm Festival, rassegna cinematografica, diretta da Andrea Bruciati, in cui l’arte, nelle sue molteplici possibilità espressive è protagonista del racconto, che si svolge dal 12 luglio   al 12 settembre 2021 in due siti dichiarati dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità: Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli.

L’attrice è intervenuta il giorno dell’inaugurazione della kermesse, all’incontro che ha preceduto la proiezione del film Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti, per quale, grazie al ruolo di Pina, si è guadagnata la nomination come migliore attrice al Golden Globe.  

In “Volevo nascondermi” interpreti una femme fatale che cerca di sedurre Ligabue, come è stato sul set?

Intanto l’incontro con Pina è un approccio di Ligabue alla femminilità, con quale aveva delle problematiche importanti che si evincono nelle scene dell’infanzia in cui si descrive il rapporto con la madre. Pina è un’attrice che fa parte di una troupe arrivata da Roma per girare un documentario. E’ una donna sensuale alla quale chiedono di essere carina con lui. Incontra Ligabue quando aveva già raggiuto il successo della critica e cerca di farsi regalare un quadro. C’è una scena di nudo molto raffinata, quasi iconica, nella quale lei cerca di coinvolgerlo in un rapporto fisico, ma lui scappa. 

Candidatura al globo d’oro, il film ti ha portato il successo…

Il film è dominato da Elio Germano e dalla sua bravura nel ruolo di protagonista, ma il regista ha saputo scegliere bene anche le figure di contorno.  Io appaio in poche scene ma nonostante ciò sono riuscita a conquistare una nomination importante come il Globo d’oro ed altri premi. Si, mi ha dato molta visibilità.

Cosa ti ha insegnato conoscere la vita di Ligabue?

Che ho una profonda similitudine con lui in quanto artista; la vita di tutti gli artisti ha lo stesso fuoco perché, attraverso l’arte, riescono ad esprimere la propria anima. Sono felice che, grazie al successo del film “Volevo nascondermi”, la figura di Ligabue sia uscita dall’ombra: negli States sarà allestita, per la prima volta, una mostra su di lui.

Arte come terapia?

Si, per me recitare è una terapia: attraverso i personaggi che interpreto posso far parlare tutte anime che sono in me.  Per questo mi reputo una vincente, non sono solo come attrice ma anche come persona

Hai interpretato pellicole d’autore come “Anime Nero, Corpo celeste” e commedie brillanti. Quale genere ti è più congeniale?

In realtà a me piacciono tutti i generi. Anche grandi attrici comiche come Monica Vitti, hanno una vena di tristezza e una grande capacità di essere drammatiche sul set. Sono una persona molto entusiasta della vita, molto solare. Ho recitato in tante commedie, ma non ho interpretato ruoli dichiaratamente cominci.  

Sei molto abile a giocare con dialetti….

Si, ho il talento dei dialetti; riescono a cogliere le sfumature di un linguaggio ed impossessarmi delle espressioni tipiche. Per questo riesco a recitare in tutti i dialetti italiani. Questa estate ho recitato in “Io e mio fratello”, una commedia in dialetto calabrese diretta da Luca Lucini. Ma ho recitato anche in sardo in “Una donna per la vita”.

Questo talento mi sta dando una grossa mano nel mio lavoro. Ho appena finito di girare “La ballata sui gusci infranti” in dialetto marchigiano. E’ un film ad episodi diretto da Federica Biondi sul tema del terremoto. Nel cast ci sono anche Simone Riccioni, Caterina Shulha, Barbara Enrichi, Samuele Sbrighi,  Giorgio Colangeli, Lina Sastri. Sono protagonista di dell’episodio girano sui monti Sibillini, nelle Marche. Interpreto Lucia, una donna che sceglie di rimanere nella natura.

Il tuo talento si esprime molto anche nella musica…

Si, a teatro, ho lavorato molto nei musical con Proietti, Iachetti, Piparo. Ho avuto un maestro eccezionale come Vince Tempera ed ho cantato in un’orchestra di artisti di tutto il mediterraneo. Mi dicono tutti che sembro americana e che la mia voce somiglia a quella di Barbra Streisand. Questo è un grande complimento perché lei è il mio mito! La mia carriera di cantante è parallela a quella di attrice.

Per questo ti hanno scelto per interpretare la Callas nel film Carla, sulla vita della Fracci?

Si, credo che il mio talento musicale mi abbia aiutato a calarmi nel personaggio. Si tratta di un film tv per RAI 1, ispirato all’autobiografia della grande ballerina (Passo dopo Passo, la mia storia), diretto da Emanuele Imbucci girato lo scorso inverno in diverse locations fra cui il teatro alla Scala. Interpretare la Callas, è stato emozionante ma vedere Carla con noi attori sul set è stato fantastico.

Sogno nel cassetto?

Lavorare con Pedro Aldomovar.

LIVINI 1
 

 

 

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