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Spettacoli
Simona, eri meglio da cattiva vera. Il buonismo o è autentico o non convince
Simona Ventura

Cara Simona,
ti ho visto in tv a Cartabianca l'altra sera, elegante, magra, ma con lo sguardo irrimediabilmente spento. Dov'era la super Simo degli anni eroici, quella che, se le facevi qualcosa, non solo ti rispondeva per le rime ma ti tacciava al pubblico ludibrio con aggettivi destinati a rimanerti addosso per l'ingombro o la veemenza verbale? Sei una raccomandata, zitta. Siete incapaci, navigate nel mare della tv solo perché hanno aperto le gabbie, altrimenti sareste morti, sepolti, mai esistiti. Blatte, ecco. Punto, a capo. Caspita, quanto mi piaceva quella donna bella, statuaria, amabilmente sfacciata che aveva un talento: diceva esattamente ciò che tutti pensavano senza mai avere il coraggio di dirlo.

Facendolo, certo, si attirava antipatie, inimicizie, perfino profondo odio. Era peró incrollabile, davanti alla valanga di ritorno di quel "fango" mediatico: orgogliosa, altera, impassibile, Super Simo incassava rilanciando in modo ossessivo eppure efficace. Muoia Sansone con tutti i filistei, pareva il suo motto. Non era forse "fango" quella sabbia confusa ad acqua di mare con cui lei stessa si é materialmente coperta andando da concorrente all'Isola dei famosi dopo esserne stata incontrastata regina per un lungo, dorato decennio? Ebbene, quella Ventura guerriera scalpitante, reattiva, scomposta ma fiera, dov'è finita?

Se ne andò dalla Rai nel 2011 dicendo che viale Mazzini era il male assoluto, ostaggio di partiti & politica (più o meno quello che pensava Renzi quando, affidando i pieni poteri a quel brav'uomo di Antonio Campo Dall'Orto, ipotizzava di liberare l'azienda da burocrazie, pastoie, lottizzazioni) volando a Sky per provare, disse, nuovi linguaggi, nuove emozioni. Non andó precisamente così. Da quel momento la carriera di Simona e stata tutta un peregrinare da una rete all'altra cercando una "cifra" diversa da quella di stampo generalista che e poi storicamente nel suo Dna. Non ci e riuscita, lo hanno sentenziato i critici, succede.

Ma per tornare sotto i riflettori ha dovuto ingoiare l'amaro calice, prima naufraga in Honduras, quindi padrona di casa di un programma (Selfie, le cose cambiano) che disegna perfettamente la sua parabola. Programma discusso, controverso, certamente non di "servizio pubblico" (a meno che il welfare state non sia diventato oggi l'erogazione gratuita di protesi mammarie o trucco di scena) con una peculiarità: gli ascolti. Più che buoni, migliori di alcune fiction di Canale 5 infinitamente più costose, numeri concorrenziali per la prima serata di Rai 1 o della stessa Sky.

Insomma, Simona conferma - nel magma oleoso di un ruolo che si e fatto scivolare addosso non senza trattenere il respiro (tanto il "vestito" era stretto) di essere una conduttrice che fa risultato, oggi come ieri, per lei non é cambiato niente. Ha i tempi, i modi, l'allure di chi calca il palcoscenico da ragazzina ed ha imparato ogni trucco del mestiere armonizzandolo con una verve che fino a poco tempo fa si poteva definire spiazzante, incandescente ai confini con lo "straordinario" . Ecco, adesso quello che manca e proprio la scheggia imprevista visto che la Ventura, nella versione buonista, ha normalizzato i suoi umori ballerini, gli impeti irrefrenabili, addirittura la "cattiveria" gratuita a tratti autolesionista, eppure convinta, rigorosa. Quella che poche sere fa ho visto seduta su un cubo davanti a Bianca Berlinguer che ha condotto un'intervista finalmente allegra, pimpante (si vedeva che non ne poteva più di politica!) e una cinquantenne che ha ritrovato una forma (fisica) ed un posto nel mondo (della tv) ma ha perso il carisma della numero uno.

Ossequiosa come da protocollo con la vera padrona di Mediaset, Maria de Filippi di cui, secondo il feroce Aldo Grasso lei sarebbe una ex voto, solidale con l'amica Paola Perego moglie del suo agente Lucio Presta, indifferente in modo disinvolto alle critiche o alle malignità, Simona è scivolata dentro se stessa solo quando ha tirato fuori, sollecitata dall'ottima Berlinguer, il discorso delle blatte che vegetano ai bordi del mefitico mondo dello show biz. A parte l'accostamento comunque indecoroso, poco chic fra esseri umani e scarafaggi, la deriva sulle blatte ha svelato un lato antico della ex Signora dell'Isola dei famosi che, nel restyling di stampo radical, doveva assolutamente sparire.

Così come, se fossi stata il suo spin doctor, le avrei sconsigliato di promuovere un format (Selfie) a tutto svantaggio di un altro (Pomeriggio 5) della stessa rete. Noi facciamo servizio pubblico senza speculare, sentenzia Ventura. Come dire che, invece, Barbara D'Urso specula. Non si fa, Simona, non ci si mostra dialoganti per tirare fuori poi la "pistola" fumante perchè altrimenti il bluff emerge. Puoi infilarti tutte le camicette bon ton che vuoi ma se davvero hai il fattore S (selfie) cioè se sei cambiata sul serio, per favore dimostra che hai imparato il galateo: se non puoi parlar bene degli altri, taci. O resta beatamente quella che sei, magari agreste "nature" (blatte comprese): sei centomila volte meglio da vera che nei radical click posati. Infatti la chicca della serata è stata la clip mandata in onda sul finale da quei furbacchiotti degli autori del tuo primo provino da ventenne.

Che cosa le piace fare? La tv e correre dietro agli uomini. Sublime.

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