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Abuso d’ufficio: quel reato cancellato dal governo Meloni che ora dovrà essere reintrodotto per volontà di Roberta Metsola

La misura è stata approvata con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni

Abuso d’ufficio: quel reato cancellato dal governo Meloni che ora dovrà essere reintrodotto per volontà di Roberta Metsola

Il Parlamento europeo approva la direttiva anticorruzione: ora l’Italia dovrà reintrodurre il reato di abuso d’ufficio, cancellato dal governo Meloni

Il Parlamento europeo ha approvato una nuova direttiva anticorruzione, sottolineando l’importanza di reintrodurre il reato di abuso d’ufficio, cancellato in Italia nel 2024. La misura è stata approvata con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni, e stabilisce a livello europeo le principali fattispecie di corruzione che ogni Stato membro deve riconoscere come reati, tra cui la corruzione nel settore pubblico e privato, l’appropriazione indebita, l’ostruzione della giustizia, il traffico di influenze, l’abuso d’ufficio, l’arricchimento illecito correlato alla corruzione e l’occultamento di tali condotte. La direttiva armonizza inoltre le sanzioni previste. Gli Stati membri dovranno sviluppare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgere la società civile, effettuare valutazioni dei rischi e predisporre sistemi robusti per prevenire conflitti di interesse e garantire trasparenza nei finanziamenti politici. Sarà anche necessario istituire organismi indipendenti dedicati alla prevenzione e al contrasto della corruzione.

Per quanto riguarda l’Italia, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha sottolineato che, avendo votato a favore della direttiva, il Paese sarà obbligato a recepirla. In particolare, secondo la relatrice Raquel Garcia Hermida, l’Italia dovrà reintegrare almeno due delle fattispecie più gravi legate all’abuso d’ufficio. Nonostante il governo Meloni avesse abolito il reato di abuso d’ufficio meno di due anni fa, i parlamentari di Fratelli d’Italia a Strasburgo hanno votato a favore della direttiva. All’epoca, la decisione di abrogare il reato era stata accolta con favore da diversi sindaci, che avevano sottolineato come nella maggior parte dei casi l’azione legale portasse comunque all’assoluzione. Tuttavia, Bruxelles aveva già fatto capire che avrebbe potuto sollevare obiezioni nei confronti di Roma.

Il testo della direttiva dovrà ora ricevere l’approvazione formale del Consiglio europeo. La sua entrata in vigore avverrà 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, mentre gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla completamente, e fino a 36 mesi per l’implementazione delle strategie nazionali e delle valutazioni dei rischi. Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità anticorruzione, ha commentato positivamente il voto: “Negli ultimi anni la normativa italiana in materia di corruzione ha registrato alcuni arretramenti. Il recepimento rapido della direttiva Ue rappresenta un’opportunità per colmare subito le lacune apertesi con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio”.

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