Di Tommaso Cinquemani
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La Russia ha stretto con la Cina un accordo di fornitura di gas per i prossimi 30 anni per un valore di 465 miliardi di dollari. Che cosa cambia a livello geopolitico?
“Cambia che la Russia si è legata a doppio filo con Pechino. In termini strategici per Mosca non è certo un affare. Ha risolto un problema tattico ma non un problema strategico. Ha cioè trovato un nuovo compratore per il suo prodotto di punta, il gas, ma si è sbilanciato troppo verso Pechino”.
La Cina però ora dipende dal gas russo e si trova nella stessa situazione in cui ci troviamo noi europei…
“Questo non è vero perché la Cina può comprare il gas in qualunque parte del mondo, come d’altronde sta facendo adesso. Pechino è alla guida di una potenza economica nascente, mentre la Russia è diventata sua junior partner”.
Quindi tra le due superpotenze è la Russia la parte debole?
“In termini prospettici senza dubbio”.
Questo accordo commerciale come si lega alla crisi Ucraina?
“Dopo la crisi di Crimea i rapporti con l’Europa si sono deteriorati. La Russia sta cercando di diversificare i mercati a cui vendere i suoi prodotti energetici che sono vitali per la sua economia. Gli europei intanto dormono, quando invece dovrebbero cercare di diversificare le fonti di approvvigionamento”.
L’Europa dovrebbe accettare l’offerta di shale gas degli Stati Uniti?
“Non importa che sia shale gas o di qualche altro tipo. Dobbiamo organizzarci per diversificare le fonti energetiche”.
Secondo lei l’accordo tra la Russia e la Cina si limita alle forniture energetiche oppure sta nascendo un nuovo asse ad est?
“E’ ancora presto per dirlo. Per adesso abbiamo assistito alla firma di un accordo commerciale, dobbiamo aspettare per vedere se si trasformerà in qualcos’altro”.
Il viaggio di Obama nel Sud-est asiatico di qualche settimana fa è un tentativo di creare un fronte anti-cinese in Asia?
“Anti-cinese è una parola grossa. Gli Stati Uniti hanno la loro presenza nel Pacifico e la stanno strutturando meglio. La Cina invece non ha sostanzialmente alleati e sta cercando di organizzarsi”.

