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Aerei di linea, l’incubo guerra e il labirinto delle nuove rotte. Ecco perché serve tanto caffè ai controllori di volo

Le direzioni più sicure sono anche le più congestionate. E aumentano anche i rischi

Aerei di linea, l’incubo guerra e il labirinto delle nuove rotte. Ecco perché serve tanto caffè ai controllori di volo
Aeroporto

Il mondo ha dovuto fare i conti con una guerra improvvisa che interessa tutto il Medio Oriente. La vastità delle aree interessate dal conflitto sta provocando anche un caos legato ai voli. Gli scali a Dubai, Doha, Riyad e molti altri non sono più sicuri e quindi per chi deve spostarsi dall’Europa all’Asia e viceversa non sa cosa fare, tra cancellazioni improvvise e rotte lunghissime per raggiungere le mete desiderate. Il problema è appunto che gli scali coinvolti per gran parte dei viaggiatori non sono la destinazione finale, ma una tappa intermedia di un viaggio più lungo. L’unico modo per garantire una certa continuità del traffico aereo è cambiare le classiche rotte, spostandosi su tratte più sicure, spesso più lunghe, che adesso risultano però anche più congestionate.

Naturalmente, con tutti questi problemi logistici aumentano anche i rischi. E un ex controllore di volo, ora in pensione ha spiegato alla Bbc che cosa sta avvenendo. “Solitamente – sostiene Brian Roche – una persona gestisce sei aerei per volta, ma il numero adesso può arrivare fino al doppio. Non è semplice: “Il cervello può mantenere quel livello di concentrazione intensa solo per 20-30 minuti”. Roche parla quindi di “turni incredibili e volumi di traffico incredibili” per i suoi colleghi, che per forza di cose devono essere ridotti a livello di orario. Se normalmente un turno durerebbe 45 o 60 minuti, con pause di 20 o 30 minuti, in tempo di guerra è probabile che si alternino 20 minuti di lavoro a 20 minuti di pausa.