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Esteri
Afghanistan, ucciso il mullah Omar

Il leader supremo dei talebani, il mullah Omar, "è stato ucciso". Lo ha comunicato oggi un funzionario del governo afghano a 1TvNews. L'emittente televisiva ha aggiunto che la notizia del decesso di Omar è stata confermata durante una riunione dei vertici della sicurezza afghana. Dal fronte dei talebani non arrivano conferme alla notizia della morte del mullah Omar. In aprile, una biografia di fonte talebana dedicata al mullah lo descriveva "vivo e in buona salute". L'ultima sua apparizione in pubblico risale al 2001, prima che gli Stati Uniti ottenessero la caduta del governo talebano.
 
Sul mullah Omar, a partire dall'attacco dell'11 settembre 2001, pende una taglia di 10 milioni di dollari fissata dagli Stati Uniti. Le voci sulla possibile morte della guida spirituale dei talebani si sono moltiplicate negli ultimi mesi anche se il sito web dell'Emirato islamico dell'Afghanistan continua a pubblicare suoi messaggi, come quello di una decina di giorni in cui si appoggia l'ipotesi di un dialogo fra gli insorti e rappresentanti del governo del presidente Ashraf Ghani. All'inizio dello scorso aprile, fra l'altro, i talebani hanno diffuso una lunga e particolareggiata biografia del leader in occasione del 19/o anniversario della sua nomina a comandante supremo, sempre nell'intento di smentire le voci della sua morte.
 
La notizia della possibile morte di Omar è stata diffusa nel momento in cui è stato annunciato per venerdì a Islamabad il secondo round di colloqui fra una delegazione talebana e esponenti del governo che dovrebbe portare all'apertura di un dialogo di pace e riconciliazione inter-afghano.
 
Uno degli uomini più ricercati del mondo. Il mullah Omar, guida spirituale del movimento del movimento dei Talebani, era uno degli uomini più ricercati al mondo. Da anni l' Inter-Service Intelligence (Isi) pachistana, paese che lo aveva sostenuto in un primo momento,  e quella statunitense erano alla sua ricerca nella regione di Quetta. Personaggio misterioso è completamente sparito dalla circolazione dalla caduta del regime dei Talebani (1996-2001) e negli ultimi tempi si sono intensificate le voci - mai confermate - sulla sua morte.
 
Apertura ai colloqui di pace. Lo scorso 15 luglio il sito web del movimento, il cosiddetto "Emirato Islamico dell'Afghanistan", ha diffuso una dichiarazione attribuita al mullah Omar in cui per la prima volta, dopo 14 anni di guerra, si annuncia l'apertura a colloqui di pace con il governo di Kabul, considerati "legittimi", ribadendo al contempo l'obiettivo di "porre fine all'occupazione delle forze straniere". Per venerdì prossimo è previsto a Islamabad il secondo round di colloqui fra emissari dei Talebani ed esponenti del governo di Kabul per l'avvio del difficile processo di pace.
 
La fuga. In fuga da anni, sull' uomo che i militanti onorano con il nome di Amir al-Mumini (il comandante dei fedeli) si sa pochissimo. Dopo l' 11 settembre 2001, a differenza di Bin Laden, non aveva diffuso video di propaganda e gli agenti che gli danno la caccia non sono riusciti a trovare tracce di telefonate o di incontri con gli altri leader della "Shura di Quetta", il "Consiglio dei Capi" che guida l' autoproclamatosi "Emirato Islamico dell' Afghanistan".
 
Il personaggio. Nato probabilmente nel 1959 in un villaggio vicino a Kandahar, aveva una benda nera all'occhio destro leso da una scheggia di una bomba sovietica. Di etnia pashtun come il generale Nasrullah Babar, ministro degli Interni pachistano nel governo di Benazir Buttho, il mullah Omar strinse con lui un'alleanza per conquistrare Kandahar. Islamabad voleva un Afghanistan pacificato e stabile per poterlo utilizzare come territorio di transito degli oleodotti dall'Asia centrale al Mar Arabico. Da quel momento il Servizio segreto militare pachistano si assunse direttamente l'onere di addestrare e armare i talebani, gli "studenti di teologia" che studiano nelle madrasa, scuole coraniche, in Pakistan. E' in una madrasa presso Karachi, dove il mullah Omar studiò e poi ne divenne imam, che avvenne agli inizi degli anni Ottanta il primo incontro con Osama bin Laden. Un sodalizio che portò alla conquista di Kabul avvenuta il 27 settembre 1996. Con il successivo matrimonio del mullah Omar con la figlia tredicenne di Bin Laden i due uomini divennero parenti stretti.

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