"Asset russi per finanziare l'Ucraina? Putin pronto a reagire, danni per l'Italia da miliardi di euro”, così l’esperto svela tutti i rischi - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:55

"Asset russi per finanziare l'Ucraina? Putin pronto a reagire, danni per l'Italia da miliardi di euro”, così l’esperto svela tutti i rischi

Intervista a Elia Morelli, ricercatore di storia presso l’Università di Pisa, analista geopolitico e saggista

di Federica Leccese

“L’UE e gli asset russi: un passo arbitrario che rischia di provocare pesanti ritorsioni da parte di Putin”, rivela l’analista

L’Unione Europea potrebbe davvero utilizzare gli asset russi congelati per finanziare la guerra in Ucraina? Quali rischi correrebbero gli Stati membri nel caso di una mossa del genere? E Putin come reagirebbe? A fare chiarezza è Elia Morelli, ricercatore di storia presso l’Università di Pisa e analista geopolitico, che ad Affaritaliani illustra i possibili rischi e le conseguenze legali, economiche e politiche di tale scelta. 

È davvero possibile usare gli asset russi congelati come garanzia per prestiti a Kiev? Quali sono i rischi immediati per l’UE e per gli Stati membr?

“I paesi europei, dopo aver approvato il blocco a tempo indeterminato degli asset russi, stanno valutando di intraprendere un’azione del tutto arbitraria: utilizzare solo gli interessi su questi asset oppure confiscare direttamente i beni russi presenti all'interno dell’Unione Europea. Bisogna ricordare che i beni congelati alla Banca Centrale della Federazione Russa ammontano a 210 miliardi di euro, di cui 185 miliardi sono nelle disponibilità di Euroclear, il colosso belga che rappresenta uno snodo critico del sistema finanziario globale, attivo nella compensazione, nel regolamento e nella custodia dei titoli su molti mercati finanziari non solo europei, ma anche americani e asiatici.

In un breve comunicato stampa, la Banca Centrale Russa ha affermato che, in relazione ai tentativi in corso da parte delle autorità europee di sequestrare o utilizzare illegalmente i suoi beni, Mosca intraprenderà azioni legali per recuperare i danni prodotti dalle banche europee, sia in un tribunale arbitrale russo sia negli organi internazionali competenti, chiedendo non solo il valore dei beni trattenuti illegalmente, ma anche eventuali profitti terzi.

Certamente Mosca potrebbe portare avanti ritorsioni nei confronti degli Stati occidentali. Basti ricordare che nel 2024 le aziende occidentali detenevano all'interno della Federazione Russa almeno 127 miliardi di dollari di attivi. Nel mirino di Mosca potrebbero esserci filiali operative, dividendi, investimenti finanziari oggi bloccati in conti sotto il controllo delle autorità russe.

Gli Stati Uniti, per esempio, hanno circa 35 miliardi; l’Austria 23; la Germania 17; e l’Italia circa 15 miliardi di euro. Questi sono gli asset europei temporaneamente congelati all’interno della Federazione Russa, che potrebbero essere a loro volta confiscati dalle autorità moscovite nel caso in cui gli europei decidessero di portare avanti un’azione arbitraria e utilizzare questi beni per sostenere la guerra in Ucraina".

Se non si possono usare subito gli asset russi congelati, quali strumenti giuridicamente sicuri esistono per sostenere Kiev?

“L’unico strumento giuridicamente sicuro a disposizione degli europei per finanziare la resistenza ucraina è il debito comune, senza necessità dell’unanimità del Consiglio Europeo. Questo almeno è quanto ha detto Christine Lagarde, capo della Banca Centrale Europea. Ad ogni modo, i paesi europei stanno discutendo, perché ci sono fratture all’interno della comunità europea. Alcuni Stati stanno percependo una certa stanchezza nel continuare a sostenere Kiev: mi riferisco in particolare a Ungheria, Slovacchia e ad alcuni paesi dell’Europa occidentale. 

Dall’altra parte, invece, ci sono altri Stati, come la Polonia, che si pongono come l’avanguardia dello schieramento atlantico in funzione anti-russa e cercano di consolidare un asse strategico con paesi al di fuori dell’UE, come il Regno Unito o alcune nazioni scandinave, per sostenere la resistenza ucraina. Lo stesso primo ministro polacco, Donald Tusk, presentandosi questa mattina, prima del vertice del Consiglio Europeo, ha dichiarato che i leader europei hanno di fronte a loro una scelta: decidere fra soldi oggi o sangue domani. Ha parlato non solo di Ucraina, ma anche di difesa europea. Ci sono linee di faglia, divisioni importanti all’interno di questa eterogenea famiglia euro-atlantica, che devono essere risolte per decidere come sostenere lo sforzo ucraino anche nel 2026 e nel 2027".

Qual è la sua posizione personale?

“Personalmente penso che gli Stati europei dovrebbero aumentare il coordinamento tra loro, razionalizzare le risorse e avviare soprattutto un serio dialogo con la Russia e con l’Ucraina, per costruire una nuova architettura di sicurezza continentale. Bisogna cercare di eliminare il sonnambulismo politico e strategico e il rischio dei bellicisti, che altrimenti potrebbero trascinarci verso il baratro".

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