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Esteri
Austria, "Attenzione, Islam": è polemica per la mappa dei luoghi musulmani

La provocazione è chiara, la scritta inconfutabile: 'Achtung! Politischer Islam in deiner Naehe' che tradotto in lingua italiana significa, 'Attenzione! Islam politico vicino a te': in Austria l'installazione dei cartelli che indicano la presenza di un sito islamico nelle vicinanze rischiano di portare ad una nuova ondata di odio e polemiche.

Si tratta di una conseguenza della recente presentazione da parte della ministra dell'Integrazione Susanne Raab (OeVP) della mappa dei luoghi dell'Islam (Islamlandkarte) su tutto il territorio austriaco: sono stati censiti ed indicati circa 620 luoghi dove si trovano organizzazioni islamiche tra moschee e centri culturali.

Sulla mappa sono indicati anche i luoghi dove si pratica 'l'Islam politico'. I musulmani austriaci sono insorti: un importante gruppo, 'Muslim Youth Austria", ha gia' minacciato di denunciare il governo del cancelliere Sebastian Kurz: "La pubblicazione di tutti i nomi, le funzioni e gli indirizzi delle istituzioni musulmane e delle istituzioni che sono state considerate come musulmane rappresenta un superamento dei limiti che non ha precedenti". 

Ma dopo l'iniziativa del governo e la protesta dei musulmani austriaci, domenica a Vienna davanti a diverse moschee -tra cui la ‘Tewhid’ sita al civico 61 in vicolo Murlingen dove si era radicalizzato anche il terrorista Kujtim F., autore dell’attentato del 2 novembre scorso nella capitale austriaca- sono apparsi cartelli di avvertimento con la scritta ‘Attenzione! Islam politico vicino a te’ e accanto la caricatura di un imam dall’aspetto minaccioso.  Altri cartelli sono apparsi a Leopoldstadt e Meidling. 

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Gli autori dell'azione provocatoria ufficialmente non sono noti, ma l'iniziativa  girata immediatamente sui social: tra i primi a condividere le foto dei cartelli è stato il capo degli estremisti di destra, Martin Sellner.

Il docente universitario Ali Rami inorridito ha chiesto: “E' questo il dialogo che Raab (la ministra, ndr) voleva avviare?”. La stessa ministra Raab ha condannato l’azione affermando che "il fatto che la legittima lotta contro l'Islam politico sia oggetto di abusi da parte di gruppi estremisti è del tutto inaccettabile e deve essere chiaramente condannato". "Noi come società -ha proseguito - dobbiamo continuare a combattere l’estremismo da tutte le parti”.

La Comunità Religiosa Islamica in Austria, che identifica negli artefici dell’azione gruppi di estremisti di destra, sostiene che “le istituzioni musulmane sono in grave pericolo” e, tramite il suo presidente Vural, ha aggiunto che "la mappa dell’Islam non crea trasparenza, ma suscita odio".      

Austria, dopo le polemiche è offline la mappa dell'Islam

Dopo le polemiche suscitate nei giorni scorsi e l’azione di protesta avvenuta ieri in alcuni quartieri del centro di Vienna con l’istallazione di cartelli che avvertivano la popolazione di essere nelle vicinanze di un luogo islamico (‘Attenzione! Islam politico vicino a te’), da questa mattina, 3 giugno, il sito internet www.islam-landkarte.at non è più consultabile.

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Un fotomontaggio che accosta uno dei cartelli anti-Islam apparsi in questi giorni in Austria con uno dei cartelli nazisti del 1940 

Sulla prima pagine del sito è apparsa una dichiarazione del direttore scientifico del progetto Ednan Aslan in cui spiega cosa lo abbia spinto a rendere non più consultabile il sito. "Mi rammarico molto che negli ultimi giorni ci sia stata una strumentalizzazione politica e che un’ampia varietà di estremisti di destra stia ora contrastando nettamente lo scopo di questo progetto", ha scritto il professor Aslan, docente presso l’Università di Vienna e l’Istituto di studi teologici islamici. "I cartelli di allarme apparsi in vari luoghi di Vienna sono scioccanti e inquietanti e io condanno tali azioni con la massima fermezza”.

Come sostiene Aslan, “la mappa dell’Islam voleva consentire una discussione differenziata sulla vita islamica in Austria e dare un contributo positivo perché l’obiettivo era quello di mostrare la diversità della vita islamica in Austria, in tutte le sue sfumature”. Il professore esorta “tutte le parti a tornare a una discussione obiettiva e scientificamente fondata perché c'è urgente necessità di un dibattito sull'Islam in Austria”.

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