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Esteri

Dopo l'assalto di ieri a due fra le principali prigioni irachene, le autorità hanno lanciato una caccia all'uomo a tutto campo per fermare gli evasi, circa cinquecento, fra cui molti pezzi grossi di Al Qaida.

"La maggior parte dei detenuti che sono evasi da Abu Ghraib sono alti responsabili di Al Qaida che erano stati condannati a morte", ha dichiarato alla France Presse Hakim al-Zamili, membro della Commissione Sicurezza e Difesa del Parlamento. Secondo il deputato tutti gli evasi provengono dal carcere di Abu Ghraib, mentre nessuno sarebbe riuscito a fuggire dall'altra prigione, quella di Taji. Le due prigioni assieme ospitavano circa 10mila detenuti.

Il duplice attacco, rivendicato da un gruppo affiliato ad Al Qaida, lo Stato islamico in Iraq e nel Levante, è stato condotto da oltre 500 mujahedin, che hanno dato l'assalto prima con una pioggia di colpi di mortaio, poi con autobombe guidate da kamikaze. Negli scontri che sono seguiti sono morte almeno 41 persone, fra mujahedin e guardie di sicurezza.
 

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