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Esteri
Sui marò duro attacco del ministro Bonino a Ban Ki-Moon (Onu)

La reazione del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, sul caso dei due marò "mi sembra lasci a desiderare": lo ha affermato il ministro degli Esteri, Emma Bonino, intervenendo in aula al Senato. La titolare della Farnesina si è riferita alla presa di posizione del numero uno del Palazzo di Vetro che attraverso il portavoce aveva parlato nei giorni scorsi di "questione bilaterale". La Bonino ha pero' aggiunto di aver avuto rassicurazioni sull'impegno dell'Onu in un colloquio telefonico avuto nella serata di ieri con lo stesso Ban Ki-moon. Il ministro ha spiegato che la posizione iniziale di Ban, con l'affermazione che sarebbe preferibile "una trattazione bilaterale" della questione, "pur non essendo nuova nella sostanza, ci ha sollevato grande rammarico e fortissima perplessita'". "Ma il punto", ha aggiunto, "e' che il Sua Act o il suo uso come impianto per il capo di imputazione ha modificato sensibilmente i termini della questione". "Mi permetto di rilevare, con tutto il rispetto che l'Italia porta all'impianto dell'Onu, che affermare, in un caso come questo e a questo punto, che si tratti di una disputa tra Stati e' un 'truismo' irrilevante".

"Ci sono", ha ricordato la titolare della Farnesina, "molteplici convenzioni sul terrorismo sottoscritte in seno Onu, ci sono inoltre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza alla base delle operazioni anti-pirateria a cui l'Italia partecipa: convenzioni che hanno alla base non solo l'esigenza di condurre la lotta alla pirateria e al terrorismo, ma anche quella non meno importante di prevenire abusi e interpretazioni divergenti del termine di terrorismo o terroristi". Spesso, ha detto, se ne fa "un uso generoso se non abusivo", ecco perche' - ha sottolineato- e' bene che "ci sia una sorveglianza multilaterale sul modo di applicare le legislazioni nazionali questa materia".

La Bonino ha assicurato al riguardo che l'Italia "non e' piu' sola a evocare queste preoccupazioni: "L'Unione europea e' scesa in campo per sostenere la sua preoccupazione sull'uso abusivo di un quadro giuridico che rischia di mettere rischio l'intera azione internazionale contro la pirateria", ecco perche' -ha continuato - la reazione di Ban "lascia a desiderare". "Non si tratta di una divergenza o di una disputa tra due membri delle Nazioni Unite, ma di una massa critica di Stati che solleva queste preoccupazioni".

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