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Esteri
L'insegnamento della Brexit: gli anziani hanno la meglio sui giovani



La notte prima del referendum su Londra si é abbattuto un nubifragio che ha causato allagamenti nella parte sud della metropoli, ritardi per i pendolari e interrotto il servizio metropolitano in due linee.
Nella mattinata di giovedí, peró, il sole é tornato timidamente a fare capolino e per le strade i banchetti gestiti per la maggior parte da giovani, invitavano con allegria i passanti a “RemaIn”, cioé per la Gran Bretagna a restare nell’Unione Europea. “Una ‘grande’ Bretagna é meglio di una ‘piccola’ Inghilterra”, dicevano, spiegando che, se avessero vinto i BrexIt (per lasciare l’Ue), la Scozia, l’Irlanda del Nord e persino il Galles sarebbero rimasti nell’Ue, in effetti, distruggendo la Gb e rimanendo con solo l’Inghilterra.
In contrasto, i promotori della “BrexIt” erano per lo più anziani, arrabbiati e molti individui tatuati.
La speranza che la Gb non volesse “BrexIt” era palpabile. Ad ogni riunione che avevo programmato, i miei interlocutori avevano fiducia per un RemaIn, ma non nascondevano un certo timore. Solo una interlocutrice, dirigente presso una grande rete televisiva, si era dichiarata a favore di BrexIt, avvertendomi: “non ho ancora votato, ma non cercare di farmi cambiare opinione”.
Precedentemente una dirigente di una casa di produzione inglese mi aveva parlato di un aspetto della campagna per RemaIn che non poteva essere discusso apertamente ed era il motivo principale che gli Usa erano in favore ad un RemaIn: il fatto che senza la Gb l’Ue sará dominata dalla Germania che, con la sua intransigenza, rigore ed una politica economica fuorviata (tutta condizionata dal loro terrore per l’inflazione) causerá non pochi problemi ai rimanenti Paesi membri.
Per via del nubrifagio che aveva causato ritardi al trasporto urbano, parto per l’aereoporto di Heathrow in anticipo per poi essere informato che il mio volo per Milano era in ritardo di un’ora poiché l'aeromobile proveniente da Roma non aveva potuto decollare in orario visto che l’aereoporto londinese era intasato dai precedenti ritardi.
At T4 di Heathrow sull’andamento del referendum nessuna notizia. Arrivo a Linate a mezzanotte ed il tassista mi informa che i RemaIn hanno preso il 52%. Vado a dormire soddisfatto per poi svegliarmi alle 7:00 e una volta accesa la Tv non credo ai miei occhi: i BrexIt hanno vinto con il 51,9%. Cerco di capirne di piú saltando da un talk show all’altro, ma alla fine, visto che i partecipanti al dibattito strillano tutti assieme, non ci si capisce nulla e chiudo. Leggo i resoconti stampa su Internet e mi colpisce il fatto che il 72% dei giovani britannici (specialmente dai 18 a 24 anni) ha votato per il RemaIn e penso agli Usa dove l’80% dei giovani appoggia il candidato presidenziale democratico Bernie Sanders, mentre gli anziani sono per Hillary Clinton. Ma in Gb come negli Usa, gli anziani hanno la meglio sui giovani, come se, per ripicca, volessero togliere a questi il futuro.

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