Città sempre più roventi: in Italia ondate di caldo record e isole di calore sempre più estese
La percentuale di giornate estive con temperatura media percepita superiore ai 32°C — soglia oltre la quale il corpo umano entra in una condizione di forte stress termico con possibili rischi per la salute — è aumentata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025. Lo evidenzia uno studio di Greenpeace. Nell’estate 2025 le regioni con la maggiore incidenza di giornate oltre questa soglia sono risultate Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia. È quanto emerge dal rapporto di Greenpeace Italia “L’estate che scotta”, basato sui dati Istat.
“Una situazione dovuta alla crisi climatica – fa sapere l’associazione ambientalista- alimentata dalle aziende dei combustibili fossili, principali responsabili del surriscaldamento globale. Greenpeace chiede al governo italiano di introdurre una tassazione dei profitti delle aziende dei combustibili fossili e di usare le risorse raccolte per finanziare misure di transizione energetica e adattamento climatico, e abbandonare rapidamente le fonti fossili, a partire da un piano di phase-out del gas entro il 2035“.
Nei capoluoghi di regione, le temperature superficiali massime medie registrate nell’estate 2025 hanno toccato livelli molto alti: in 10 città su 20 la soglia dei 40°C è stata superata, con punte che hanno oltrepassato i 44°C a Roma, Torino e Cagliari. Complessivamente, circa l’87% della popolazione residente nei capoluoghi di regione — pari a 8,2 milioni di persone — vive in aree urbane in cui, durante i mesi estivi, la media delle temperature superficiali massime resta sopra i 40°C. Tra questi rientrano circa 283 mila bambini sotto i cinque anni e 1,1 milioni di anziani over 74, fasce particolarmente vulnerabili agli effetti delle ondate di calore.
A rendere ancora più difficile la vivibilità delle città contribuisce il fenomeno delle isole di calore urbane: circa 4,3 milioni di abitanti nei capoluoghi di regione risiedono in zone colpite da livelli di calore intensi o molto intensi, inclusi 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. La forte concentrazione di superfici asfaltate, cemento e edifici, unita alla scarsità di aree verdi e a una ventilazione limitata, amplifica le temperature rispetto alle zone rurali circostanti.
Con l’eccezione di Bari, tutti i capoluoghi regionali registrano valori termici urbani superiori rispetto alle aree periferiche ed extraurbane. Il caso più evidente è Torino, dove nel 2025 lo scarto tra le temperature superficiali massime medie ha superato i 15°C. A Roma, il 40% dei residenti è esposto a isole di calore di livello intenso o molto intenso e il 99% della popolazione vive in quartieri in cui la temperatura superficiale massima estiva supera mediamente i 40°C. Scenario ancora più critico a Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e il 98% degli abitanti si trova in aree interessate da condizioni di forte stress termico urbano.
Allarme caldo in Francia
Nel frattempo, la Francia è interessata da una nuova ondata di caldo intenso, con valori che localmente potrebbero avvicinarsi ai 40 gradi e 26 dipartimenti posti in allerta arancione: dalla regione parigina fino all’est del Paese, passando per la Borgogna. Secondo Météo France, l’afa dovrebbe ”continuare fino alla settimana prossima”, con il picco atteso tra domenica e lunedì.
La cosiddetta ‘canicule’ — termine di origine latina utilizzato in Francia per indicare le ondate di caldo estremo — coincide con periodi sensibili come gli esami di maturità e grandi eventi pubblici, tra cui la Festa della Musica (21 giugno) e i Mondiali di Calcio. L’agenzia Santé Publique France, ricordando che il caldo ha un ”effetto immediato sull’organismo” indipendentemente dall’età, invita la popolazione a seguire tutte le misure di precauzione, assumere molti liquidi ed evitare un’esposizione prolungata al sole.

