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Esteri

I miliziani qaedisti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) sono arrivati a meno di 100 chilometri da Baghdad e con la loro avanzata minacciano l'integrita' territoriale irachena. Al punto che gli Stati Uniti stanno valutando la possibilita' di utilizzare i droni in appoggio alle forze armate locali, apparse in grave difficolta'.

Intanto i curdi iracheni hanno recuperato con i loro guerrieri Peshmerga il controllo di Kirkuk, la ricca citta' petrolifera nel nord del Paese da dove le forze governative erano fuggite, di fronte ai ribelli sunniti. I curdi da tempo sognavano di conquistare Kirkuk, situata appena al di fuori dalla loro regione autonoma ma che considerano la loro capitale storica insieme alle sue enormi riserve di petrolio. Ora il rimescolamento provocato dalla fulminante avanzata qaedista rischia di ridisegnare i faticosi equilibri interni dell'Iraq, mettendone a repentaglio l'unita' territoriale. Dopo aver conquistato martedi' Mosul e mercoledi' Tikrit, gli jihadisti sono arrivati alle porte della capitale. Del resto, lo ha detto lo stesso portavoce dell'Isis, Abu Mohammed al Adnani al Shami, dai siti jihadisti: "La battaglia non e' ancora finita, ma continua su Baghdad e Karbala".

Secondo fonti irachene, i miliziani sunniti gia' controllano parti del piccolo villaggio di Udhaim, 90km a nord di Baghdad; l'esercito ha lasciato le posizioni e si e' ritirato nella vicina Khalis. L'esercito iracheno, che bombarda con i caccia le zone controllate dai ribelli, pare per il momento incapace di frenare l'avanzata. Secondo alcune fonti avrebbe riconquistato il controllo di Tikrit, capitale della provincia di Salaheddin e citta' natale di Saddam Hussein, ma mancano conferme ufficiali. A Baghdad, il Parlamento allo sbando e in cui i partiti sunniti osteggiano il premier sciita, Nuri al-Maliki, non e' riuscito votare sulla proclamazione dello stato d'emergenza richiesta dal governo, per mancanza del quorum.

L'Iran intanto promette che aiutera' l'Iraq a combattere il "terrorismo" e l'offensiva "selvaggia" dei miliziani qaedisti. Il presidente Hassan Rohani, non ha precisato pero' quale tipo di sostegno militare sara' fornito al governo iracheno, a cui e' unito dalla comune matrice religiosa sciita. Anche Washington sta valutando se utilizzare i droni per attaccare i miliziani. Baghdad aveva gia' chiesto un mese fa in via riservata agli Usa di prendere in considerazione l'invio di droni contro i qaedisti. Ora l'avanzata jihadista riapre i giochi e soprattutto evidenza come i conflitti in Iraq e Siria possano riscrivere tutta la mappa del Medio Oriente.

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