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Esteri
Usa/ Clinton e Rubio verso la Casa Bianca

Si accendono i motori per la corsa verso la Casa Bianca. Dopo l’annuncio ufficiale della candidatura di Hillary Clinton, anche Marco Rubio scende in campo per sedere al posto di Obama. Domenica l’ex segretario di Stato ha confermato la sua intenzione di partecipare alle primarie democratiche attraverso un video diffuso su Twitter dai suoi sostenitori. A poche ore di distanze, il senatore Rubio, astro nascente dei Repubblicani, ha sciolto gli indugi parlando dalla Freedom Tower a Miami, luogo simbolo per migliaia di immigrati cubani che fuggivano dal regime di Fidel Castro.
 
Le parole di stima espresse da Obama verso l’ex first lady sanciscono un asse mai apparso così solido, tanto che Clinton sembra volersi candidare a diventare l'erede dell'attuale presidente. Il messaggio di Rubio invece è di rottura con il passato “Non posso farmi da parte e aspettare il mio turno”, ha detto ieri il senatore della Florida “È ora che la nostra generazione guidi l'America nel nuovo secolo”.
 
Già da tempo, i nomi di Hillary Clinton e Marco Rubio erano tra quelli dei candidati più papabili a correre per la Casa Bianca. E’ prevedibile che nelle prossime settimane altri esponenti politici di entrambi gli schieramenti si faranno avanti ma è opportuno iniziare a stilare un primo confronto tra le posizioni di due dei candidati chiave della campagna elettorale che condurrà alle elezioni presidenziali nel 2016.
 
Le priorità di politica interna per Hillary Clinton
 
Sul fronte interno, Hillary Clinton si muoverà con tutta probabilità in continuità con le politiche di Obama, dalla riforma sanitaria alle politiche sull'immigrazione. Prioritariamente, anche in questo caso in linea con l'attuale presidente democratico, si concentrerà sull'economia cercando di consolidare la ripresa economica e perseguendo politiche per diminuire il tasso di disoccupazione. Per ragioni elettorali, dovrà cercare anche di sottolineare una certa differenza rispetto a Obama, non risparmiando critiche ad alcune delle scelte più discusse del presidente uscente,  anche se gli elementi di continuità prevarranno.
 
I temi di politica estera
 
Negli ultimi due anni Hillary Clinton non ha risparmiato critiche, anche aspre, nei confronti della politica estera di Obama, in particolare, sulla gestione della crisi siriana e  i rapporti con Israele e Netanyahu. In queste critiche è evidente un chiaro intento di prendere le distanze dal presidente uscente per ragioni elettorali ma è altrettanto manifesta l’adozione di un approccio alla politica estera diverso, senz'altro più assertivo nei confronti degli avversari (Cina e Russia in primis), e di un atteggiamento diverso nella politica mediorientale. Tra le priorità di Clinton in quest’ambito si può prevedere un ampio lavoro per ricucire i rapporti con Israele.
 
La linea politica sull'economia
 
Come sottolineato poco prima, la Clinton farà dei temi economici (ripresa e rilancio dell'occupazione su tutti) le sue priorità di politica interna. Con buona probabilità si muoverà nella stessa direzione intrapresa da Obama dal 2009.
 
Le priorità di politica interna per Marco Rubio
 
Marco Rubio, stando alle sue dichiarazioni recenti, ha due priorità che è tornato a ribadire ripetutamente nelle sue dichiarazioni pubbliche. La prima è quella di imprimere una svolta alle politiche sull'immigrazione adottate da Obama e la seconda sarà quella di azzerare la riforma sanitaria.
 
I temi di politica estera
 
Sulle intenzioni di Marco Rubio in materia di politica estera si sa relativamente poco. Quel che prevale oggi e prevarrà in campagna elettorale (sia alle primarie che alle presidenziali) è il tentativo di mettere in fila tutti gli errori della politica estera di Obama tornando al vecchio adagio repubblicano per cui da Carter in poi i presidenti democratici hanno dimostrato di non essere adatti a salvaguardare la sicurezza dell'America.
 
La linea politica sull'economia
 
Marco Rubio si farà certamente portavoce del malcontento repubblicano degli ultimi anni relativo al big government, uno stato dalla spesa pubblica eccessiva e troppo interventista. Le sue priorità dunque, almeno sul piano programmatico, saranno la riduzione della spesa pubblica, la riduzione della pressione fiscale e in termini generali lo snellimento degli apparati burocratici.

Da http://www.ispionline.it/

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