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Catalogna, Assange: "iniziata prima guerra mondiale del web". CATALOGNA CHOC

Catalogna, Assange: è iniziata la prima guerra mondiale del web

"La prima guerra mondiale su Internet e' cominciata in Catalogna". Lo scrive sul suo profilo Twitter il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che nota come si tratti del "piu' significativo confronto tra cittadini e Stato dalla caduta del muro di Berlino". Assange ricorda come la Generalitat, il governo locale catalano, e i cittadini stiano utilizzando la rete nella chiave del referendum indipendentista e come Madrid, anche con l'azione dei servizi di intelligence, stia bloccando il web e le comunicazioni.

CATALOGNA: SPARI CONTRO UN SEGGIO, QUATTRO FERITI LIEVI

Altissima tensione in Catalogna, a poche ore dal referendum sull'indipendenza. Quattro persone sono rimaste lievemente ferite nella notte, dopo che un uomo ha aperto il fuoco con un fucile ad aria compressa contro un gruppo di persone che si trovava all'ingresso di una scuola di Manlleu. Nessuno dei feriti ha necessitato di cure mediche. Tutti facevano parte del Comitato di difesa del Referendum, riunito fuori dalla scuola per impedire ai Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, di recintare i seggi, secondo le disposizioni di Madrid.

Catalogna: in centinaia passano la notte nei locali dei seggi

Centinaia di persone hanno trascorso la notte in scuole e centri civici della Catalogna indicati come 'seggi' per le votazioni del referendum per l'indipendenza dalla Spagna. L'occupazione intende evitare che la polizia impedisca l'uso di tali locali secondo gli ordini di Madrid, che considera illegale la consultazione popolare. In quasi tutti i seggi si sono presentati agenti dei Mossos d'Esquadra, la polizia locale catalana, per informare gli occupanti che in ogni caso dovranno abbandonare i locali prima delle 6 del mattino di domenica.

Catalogna: indipendentisti occupano seggi a Barcellona

Un gruppo di elettori catalani indipendentisti hanno materialmente occupato almneo 2 scuole trasformate in seggi nel centro di Barcellona per consentire di svolgere il referendum illegale sulla secessione da Madrid di domenica primo ottobre. Altri hanno pubblicato su Twitter le immagini di altri seggi che avrebbero occupato. L'occupazione e' la risposta alla decisione del vicecomandante della polizia locale, i Mossos d'Esquadra, Jose Lluis Trapero, di chiudere tutte le scuole ed i seggi, oltre a requisire tutte le urne prima delle 6 di domenica. Un escamotage per far vedere di rispettare formalmente gli ordini della Alta Corte di Giustizia della Catalogna.  

Catalogna: giudice blocca sistema voto elettronico referendum

Prosegue la guerra dei giudici - unica autorita' che sta agendo concretamente in Spagna a differenza dei politici - contro il referendum illegale sull'indipendenza catalana di domenica. Il Tribunal Superior de Justicia de Cataluna (TSJC) ha ordinato alla Generalitat (regione autonoma) catalana di sospendere il sistema di voto elettronico, conosciuto come 'evot'. Il giudice Mercedes Armas, che dirige le indagini sul 'governo' catalano e il referendum, definito illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, ha intimato al 'Centro de Seguridad y de la Informacion de Cataluna' (Cesicat) di bloccare ogni sistema per "individuare i punti dove sara' possibile votare elettronicamente nei diversi seggi elettorali istituiti dagli organizzatori del referendum". In precedenza sempre i giudici catalani hanno ordinato a Google di bloccare un applicazione diffusa dal presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, per poter votare al referendum. App che Puigdemont ha diffuso via Twiter mercoledi e che si chiama "onvotar1oct@gmail.com". La Guardia Civil - la polizia nazionale - aveva segnalato ai giudici che l'app forniva in tempo reale gli indirizzi dove sarebbero stati organizzati all'ultimo momento i seggi ufficiosi, dopo la chiusura di quelli ufficiali da parte della polizia sempre su ordine della magistratura.

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