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Esteri
Scozia, si dimette il premier Salmond. Ma il no scozzese non ferma Barcellona

Il primo ministro scozzese Alex Salmond si dimetterà a novembre. L'annuncio è arrivato dopo che il premier che aveva portato avanti la campagna per il "sì" nel referendum scozzese sull'indipendenza ha perso. Una votazione in cui si è recato a votare oltre l'85 per cento degli scozzesi e i no hanno trionfato con il 55%. Di fatto screditando le posizioni del premier, leader dello Scottish National Party. Salmond infatti ha comunicato che lascerà la carica di capo del governo di Edimburgo quando il suo partito sceglierà un nuovo leader. La Scozia, ha detto Salmond nella dichiarazione che ha preceduto la conferenza stampa attualmente in corso, esce dal voto del referendum in "una posizione molto forte".

Intanto non si ferma la voglia indipendentista in Europa, nonostante la sconfitta del sì in Scozia. Il presidente della Catalogna Artir Mas ha annunciato che firmerà un decreto legge per l'indizione di un referendum il 9 novembre sulla secessione dalla Spagna, iniziativa a cui il governo di Madrid si oppone con fermezza.

"Firmerò il decreto per la consultazione in Catalogna, di fatto convocherò tale consultazione per il 9 novembre come concordato alcuni mesi fa con la maggioranza delle forze politiche catalane", ha detto Mas, aggiungendo che il no della Scozia al referendum per la separazione dal Regno Unito non rappresenta una sconfitta per la Catalogna.

Il Parlamento regionale catalano ha approvato una legge che spianera' la strada al referendum sull'indipendenza dalla Spagna annunciato per il 9 novembre. Il presidente della Generalitat catalana, Artur Mas, aveva affermato in giornata, subito dopo la sconfitta degli indipendentisti scozzesi, che la battaglia per l'indipendenza "prosegue". "Il processo per l'indipendenza e' rafforzato perche' abbiamo visto un Paese dell'Ue accettare di tenere un referendum", ha osservato Mas in una conferenza stampa a Barcellona. Il governo spagnolo ha gia' fatto sapere di ritenere illegittima e priva di effetti giuridici la consultazione in Catalogna, contro cui sta preparando un ricorso alla Corte costituzionale.

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