Continua a tenere banco la questione dei migranti di Ceuta. Mentre la questione entra nel vivo dal punto di vista politico tra sospensione di Schengen e accordi a livello europeo sui migranti, si registrano i racconti choc di chi quella traversata l’ha fatta e ha assistito alla morte dei suoi compagni di viaggio. Le ultime stime parlano di 88 corpi recuperati, ma il bilancio è ancora parziale. “Siamo partiti alle due di notte, con le pinne ai piedi. A un certo punto non l’ho più sentito, era buio, pensavo fosse distante”. Intorno alle 7 del mattino, dopo una nuotata di cinque ore, Mohammed è approdato a Ceuta e ha realizzato che il suo amico era stato ingoiato dalle onde. Mohammed, 17 anni, – riporta Il Corriere della Sera – teme di essere mandato via. Non vuole tornare al suo villaggio di montagna vicino a Marrakech: “Voglio un futuro“, dice.
Ceuta tenta di tornare alla normalità dispiegando per le strade oltre duemila militari e 1.000 agenti: hanno iniziato presidiando in modo massiccio i quartieri più centrali. Così i migranti rimasti, alcune migliaia, si nascondono nei boschi in collina. Sono tra gli ultimi migranti rimasti in città, dopo che decine di migliaia dei 60.000 che avevano varcato il confine con il Marocco tra giovedì e venerdì, avevano poi fatto ritorno a piedi.
I fari sono puntati ora sulla riunione convocata per martedì alla quale parteciperanno i ministri degli Interni dell’area Ue, tra le proposte del governo italiano c’è la possibilità di estendere il modello Albania, con la costituzione di nuovi hub in Africa per il rimpatrio di migranti irregolari. Hub, sul tavolo una lista che comprenderebbe Paesi come l’Etiopia, Egitto, Uganda, Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia e Mauritania, che dovrebbero essere finanziati dall’Europa. “È il prossimo passo“, dicono fonti dell’esecutivo che comunque non si aspettano novità importanti in settimana.

