Il caso Ceuta potrebbe presto ripetersi e spunta anche una data, ma non ci sono conferme ufficiali. Sui social è tornato a circolare l’appello per un nuovo ingresso in massa di migranti a Ceuta, l’enclave spagnola in Nord Africa, con una data precisa: il 15 agosto. La mobilitazione aveva spinto migliaia di persone a tentare di raggiungere la città, in un assalto alla frontiera costato la vita a oltre 80 persone.
“Ceuta – sostiene il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti su Il Giornale – dimostra il totale fallimento del modello “Pedro Sánchez” sostenuto dalla sinistra nostrana. L’accoglienza senza controllo è caos non solidarietà. Grazie a Giorgia Meloni, l’immigrazione è ora al centro dell’agenda europea. Non è accaduto per caso ma grazie alla credibilità politica dell’Italia. Oggi sempre più governi condividono la linea fondata sulla difesa delle frontiere, sugli accordi con i Paesi di origine e di transito e sulla lotta ai trafficanti di esseri umani. All’inizio della legislatura, c’era chi scommetteva sul nostro isolamento. La realtà racconta esattamente il contrario: è l’Italia a orientare il dibattito europeo”.
“L’Europa si è svegliata a Ceuta. Ha bocciato la politica delle porte aperte di Sanchez, ha isolato un primo ministro che disconosce la difesa della sovranità nazionale in nome di un vacuo internazionalismo”. A dirlo, in un’intervista a Il Messaggero, il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. Che, poi, annuncia: “Stiamo studiando una norma che prevede di revocare il permesso di soggiorno agli adulti che non mandano a scuola i propri figli, perché l’abbandono scolastico, che pure negli ultimi anni è in netto calo, è ancora una realtà drammatica per i figli di immigrati che vivono in Italia”, sottolinea Valditara, spiegando: “Interverremo su un altro problema urgente: intendiamo far rispettare il tetto del 30% di stranieri nelle classi“.

