Ucraina, chi è il premier designato Serhii Koretskyi
C’è chi lo definisce un tecnocrate di ferro e chi, più semplicemente, il “mago della svolta”. Serhii Fedorovych Koretskyi, classe 1978, è l’uomo che l’Ucraina ha scelto per blindare il proprio futuro energetico e, ora, per guidare la sua complessa transizione politica. Già CEO del colosso statale Naftogaz, Koretskyi è oggi il designato a diventare Primo Ministro dell’Ucraina, chiamato a raccogliere la pesante eredità di Yuliia Svyrydenko.
La sua non è la classica biografia del politico di apparato. È la storia di un manager puro, cresciuto sul campo tra fusioni societarie, ristrutturazioni industriali e persino una fortunata deviazione nel mondo del caffè specialty.
La scalata nel settore petrolifero e l’intuizione dei “bar fuori dal distributore”
Laureato in ingegneria meccanica prima e in economia poi all’Università di Lutsk, Koretskyi inizia la sua scalata giovanissimo. Nel 1997 entra come analista nel colosso Continuum Group, diventandone l’amministratore delegato a soli 29 anni.
La vera consacrazione arriva però nel 2013 alla guida di WOG (Western Oil Group), una delle più grandi catene di stazioni di servizio del Paese. Qui Koretskyi intuisce che il business del carburante non basta più: trasforma i distributori in hub di servizi e lancia per la prima volta bar e caffè a marchio WOG anche fuori dalle pompe di benzina. Una mossa pionieristica che rivoluziona il settore del retail in Ucraina.
“Idealist”: la scommessa sul caffè spezzata dalle bombe
Nel 2018 decide di mettersi in proprio. Nel 2019 fonda IDEALIST Coffee Co., una catena di caffetterie a ciclo completo che diventa rapidamente il più grande produttore di caffè drip (monodose) del Paese, arrivando a servire le proprie miscele persino sui treni delle ferrovie dello Stato ucraine.
Ma la geopolitica bussa alla porta. Il sogno di costruire a Hostomel – vicino Kiev – il più grande impianto di torrefazione dell’Ucraina si infrange durante l’invasione russa del 2022: lo stabilimento e i macchinari vengono tragicamente distrutti durante i combattimenti. Koretskyi così lascia la gestione operativa del caffè ai suoi manager e si mette a disposizione dello Stato per la battaglia più importante: quella per la sopravvivenza energetica.
Il risanamento record di Ukrnafta
Nel novembre del 2022, il governo lo nomina alla guida delle nazionalizzate Ukrnafta e Ukrtatnafta. La sfida è titanica: un’azienda gravata da debiti, con attrezzature sovietiche obsolete e la necessità di garantire carburante alle forze armate nel pieno del conflitto.
In soli due anni, Koretskyi compie un miracolo gestionale certificato dagli standard internazionali OCSE. Sotto la sua guida, l’azienda compie una virata storica e chiude il 2023 con un utile netto record di 23,6 miliardi di grivnie, riuscendo persino a ripagare interamente un debito fiscale pregresso di quasi 7 miliardi.
Allo stesso tempo, il manager decreta l’addio definitivo a Mosca avviando una solida partnership con l’American Petroleum Institute e con colossi del calibro di Baker Hughes per sostituire ogni singola componente tecnologica di provenienza russa o bielorussa. Sotto la sua direzione, Ukrnafta si trasforma anche in uno dei principali polmoni finanziari della resistenza, donando miliardi di grivnie per l’acquisto di blindati, camionette e migliaia di droni FPV per l’esercito. Lo stesso Koretskyi, in occasione del suo compleanno nel 2024, decide di donare personalmente un milione di grivnie di tasca propria alle forze armate al fronte.
Da Naftogaz alla guida del Paese
Il successo straordinario del “modello Ukrnafta” spinge il presidente Volodymyr Zelensky a promuoverlo, nel maggio del 2025, alla guida di Naftogaz, la più grande compagnia energetica statale ucraina e vero cuore pulsante dell’intera economia di guerra del Paese.
Oggi, con la designazione ufficiale a Primo Ministro, per Serhii Koretskyi si aprono definitivamente le porte del palazzo governativo di Kiev. Per guidare l’Ucraina nella delicata fase della ricostruzione, la scelta della presidenza è ricaduta su un profilo pragmatico: un uomo abituato a far quadrare i bilanci sotto le bombe, che parla fluentemente la lingua dei partner occidentali e che, dalle stazioni di servizio ai corridoi del potere, ha dimostrato che per vincere serve soprattutto una gestione impeccabile.

