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Chi è Nigel Farage, il leader di Reform UK che si è dimesso per richiedere un “verdetto popolare”

Dagli esordi come broker nella City, alla guida dell’UKIP, fino al ruolo di protagonista della Brexit e alla recente elezione alla Camera dei Comuni dopo anni di tentativi falliti, chi è Nigel Farage

Chi è Nigel Farage, il leader di Reform UK che si è dimesso per richiedere un “verdetto popolare”

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Nigel Farage – leader di Reform UK – ha rassegnato le dimissioni da deputato, per richiedere un “verdetto popolare” sulle accuse finanziarie che lo coinvolgono. Una scelta necessaria per difendersi da quella che considera una campagna orchestrata contro di lui. Al centro del caso c’è un presunto dono da 5 milioni di sterline attribuito all’investitore in criptovalute Christopher Harborne, che secondo un’inchiesta del Sunday Times non sarebbe mai stato registrato come beneficio economico. La vicenda ha portato all’apertura di un’indagine interna sugli standard etici e Farage, pur confermandola, ha ribadito che il codice di condotta parlamentare riguarda la sfera pubblica e non quella privata. Il politico ha anche accusato la stampa di aver violato la privacy della sua famiglia, pubblicando l’immagine della casa in cui vive sua figlia, e ha detto di non voler più tollerare intrusioni di questo tipo. Con le dimissioni, affida ora il giudizio sulla vicenda direttamente agli elettori del suo collegio. Ma chi è Nigel Farage?

Chi è Nigel Farage

Nigel Paul Farage, nato a Londra il 3 aprile 1964, è oggi il leader di Reform UK e, dal luglio 2024, deputato alla Camera dei Comuni per il collegio di Clacton. È considerato una delle figure che più hanno influenzato la politica britannica degli ultimi trent’anni, soprattutto per il suo ruolo centrale nella campagna che ha portato all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Prima di dedicarsi interamente alla politica, Farage ha lavorato per circa un decennio come broker nella City di Londra, occupandosi di intermediazione su materie prime. Ha lasciato quel mondo nel 2002, dopo aver già intrapreso da anni la carriera politica in parallelo.

Nel 1992 esce dal Partito Conservatore in polemica con la ratifica del trattato di Maastricht e l’anno dopo è tra i fondatori dell’UKIP (UK Independence Party), il partito che chiede l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Ne diventa leader per la prima volta nel 2006, restando in carica fino al 2009; torna alla guida del partito dal 2010 al 2016. Sotto la sua leadership, nel 2009, l’UKIP arriva secondo alle elezioni europee, superando sia i Laburisti che i Liberal Democratici. Dal 1999 al 2020 è eurodeputato, eletto e rieletto per la circoscrizione dell’Inghilterra sud-orientale. In parlamento europeo ricopre anche la co-presidenza del gruppo “Europa della Libertà e della Democrazia Diretta”. In vent’anni di mandato si costruisce la reputazione di oratore polemico e diretto, con interventi spesso durissimi contro le istituzioni comunitarie.

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La Brexit

Il 2016 è l’anno chiave della sua carriera: Farage è tra i principali promotori del referendum che porta il Regno Unito a votare per l’uscita dall’Unione Europea. Ottenuto quel risultato, si dimette da leader dell’UKIP dichiarando di voler tornare alla vita privata. Nel 2018 torna sulla scena pubblica lasciando l’UKIP e fondando, l’anno seguente, il Brexit Party, poi rinominato Reform UK. Ne resta alla guida a fasi alterne fino a riprenderne la presidenza nel giugno 2024. Nonostante sette candidature precedenti alle elezioni generali britanniche, tutte fallite (inclusa quella del 2015 nel collegio di South Thanet, dove arrivò secondo), Farage riesce finalmente a farsi eleggere deputato nel luglio 2024, nel collegio di Clacton, diventando per la prima volta membro della Camera dei Comuni.

Farage è stato sposato due volte: dal 1988 con l’infermiera irlandese Gráinne Hayes, da cui ha avuto i figli Samuel e Thomas, e dal 1999 con la tedesca Kirsten Mehr, da cui ha avuto le figlie Victoria e Isabelle. Nel 1986 gli fu diagnosticato un cancro ai testicoli, da cui si è ripreso dopo le cure. È inoltre sopravvissuto, nel 2010, a un incidente aereo avvenuto mentre il velivolo su cui viaggiava trainava uno striscione elettorale del suo partito. È noto anche per la sua immagine pubblica di fumatore e amante della birra, ed è autore di un libro di memorie, “Fighting Bull”, sulla nascita dell’UKIP e sulla propria vita. La sua figura resta legata a diverse polemiche, comprese dichiarazioni sui flussi migratori dall’Europa dell’Est che negli anni gli sono valse ripetute accuse di posizioni xenofobe, sempre respinte con fermezza dal diretto interessato.

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