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“La Cia ha usato la tortura oltre i limiti”. Tegola per Obama

“La Cia ha usato la tortura oltre i limiti”. Tegola per Obama
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I metodi e le tecniche utilizzate dalla Cia nei suoi interrogatori sono “inefficaci”. E’ quanto emerge dal rapporto diffuso dalla Commissione d’intelligence del Senato Usa, che ha impiegato cinque anni per completarlo. Secondo il rapporto, i metodi usati negli interrogatori sono “più brutali” di quanto spiegato dalla Cia stessa ai legislatori. In difficoltà il presidente Obama

La Cia ha torturato i prigionieri di al-Qaeda con metodi che sono andati ben oltre i limiti legali. Ha quindi ingannato gli Stati Uniti sostenendo che le tecniche utilizzate durante gli interrogatori dei prigionieri abbiano salvato delle vite. Le affermazioni che non trovano fondamento nemmeno negli stessi registri dell’agenzia. Tra i prigionieri, uno su cinque era tenuto in stato di detenzione per sbaglio, in particolare, era detenuto  “per un errore di identità o a causa di cattive informazioni di intelligence”. Sono le conclusioni a cui sono giunti gli investigatori della commissione intelligence del Senato Usa che hanno redatto il rapporto sui metodi utilizzati dall’Agency nelle strutture segrete all’estero, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre. Le tecniche utilizzate dall’intelligence, sottolinea il documento di 6.700 pagine, hanno inflitto dolore e sofferenze ai prigionieri. Secondo il rapporto i metodi degli interrogatori sono “più brutali” di quanto spiegato dalla Cia stessa ai legislatori.

Le ambasciate degli Stati Uniti, le unità militari e altri centri di interesse Usa si stanno preparando per possibili minacce alla sicurezza collegate alla diffusione del rapporto del Congresso. Il rapporto della Commissione Intelligence del Senato è il primo resoconto pubblico dell’uso da parte della Cia di quelle che i critici hanno definito torture sui detenuti di al-Qaeda trattenuti nei siti “neri” in Europa e in Asia. “Ci sono alcune indicazioni che la diffusione del rapporto potrebbe portare a un rischio maggiore per le strutture e gli individui Usa nel mondo”, ha detto ieri il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. “L’amministrazione ha intrapreso misure prudenti per assicurare che precauzioni di sicurezza appropriate siano attuate nelle strutture Usa nel mondo”.

Il colonnello dell’esercito Steve Warren, portavoce del Pentagono, ha detto che “c’è certamente la possibilità che la diffusione di questo rapporto possa causare disordini” e che perciò i comandanti combattenti hanno ricevuto l’ordine di intraprendere misure protettive. Funzionari Usa che hanno letto il rapporto affermano che contiene nuovi dettagli inquietanti sull’uso da parte della Cia di alcune tecniche come la privazione di sonno, il confinamento in spazi piccoli, l’umiliazione e la simulazione dell’affogamento, nota come waterboarding. Il rapporto sostiene che i duri interrogatori non hanno prodotto informazioni uniche e in grado di salvare vite. Questa conclusione è stata contestata da attuali ed ex funzionari dell’intelligence, incluso il direttore della Cia John Brennan.

Venerdì il segretario di Stato Usa John Kerry aveva chiesto alla presidente della Commissione, la senatrice democratica della California Dianne Feinstein, di “prendere in considerazione” la tempistica della diffusione. Funzionari della Casa Bianca hanno detto che Obama era a conoscenza del fatto che Kerry aveva in programma di sollevare la questione con Feinstein, ma hanno ribadito che il presidente ha continuato a sostenere la diffusione del rapporto.