Un accordo per l’export del gas naturale russo verso la Cina, che permetta a Mosca di aprirsi nuovi canali e rendersi indipendente da Ucraina ed Europa. E’ il centro dell’incontro avvenuto a Shanghai tra il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo cinese Xi Jinping. L’intesa è già in fase avanzata e potrebbe essere siglata durante la visita di Putin nel Paese. Da finalizzare infatti resta solo la contrattazione sul prezzo. “Espandere la cooperazione con la Cina – ha spiegato l’inquilino del Cremlino – è indubbiamente una priorità diplomatica della Russia”.
I colloqui sul contratto, della durata di 30 anni, tra Gazprom e China National Petroleum, erano iniziati più di dieci anni fa. I piani prevedono la costruzione di un oleodotto per collegare il nordest della Cina con una linea che trasporta il gas dall’ovest della Siberia nel porto di Vladivostok.
“Avvieremo – ha spiegato Xi Jinping – un progetto di cooperazione strategico su larga scala per rafforzare la potenza delle nostre due nazioni e la loro competività internazionale“. Sono stati 49 gli accordi bilaterali tra i due Paesi signlati in occasione della visita, che vanno dall’energia ai trasporti e infrastrutture. I due leader hanno inaugurato anche esercitazioni militari congiunte tra le marine dei due Paesi nella zona settentrionale del mar Cinese.
Cina e Russia non hanno ancora firmato, contrariamente a quanto era atteso, lo “storico” accordo sulle forniture di gas che era stato dato per quasi fatto nei giorni scorsi dal presidente Vladimir Putin e dai suoi collaboratori. Al termine dell’ incontro di oggi tra lo stesso Putin e il numero uno cinese Xi Jinping a Shanghai, i due paesi hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale non si fa menzione dell’intesa, mentre Gazprom fa sapere che i negoziati proseguono.

