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Coloni violenti in Cisgiordania, sanzioni da Paesi Ue e non solo. Insorge Israele: “Misure vergognose”

Il pacchetto congiunto tra Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia

Coloni violenti in Cisgiordania, sanzioni da Paesi Ue e non solo. Insorge Israele: “Misure vergognose”

Coloni violenti in Cisgiordania, arrivano nuove sanzioni

Un nuovo pacchetto coordinato congiuntamente tra Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia è stato adottato per “nuove sanzioni contro i responsabili dell’intensificarsi delle attività di insediamento e della violenza in Cisgiordania”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot.

Londra: “Le aziende Uk cessino le attività nelle colonie israeliane in Cisgiordania”

Il governo britannico ha invitato le aziende del Paese a cessare ogni attività negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri Yvette Cooper. “Ho rafforzato le nostre linee guida sui rischi aziendali affinché siano chiare e inequivocabili: se siete cittadini britannici o aziende britanniche, non dovete svolgere alcuna attività economica o finanziaria negli insediamenti israeliani illegali”, ha dichiarato la ministra al Parlamento. “Riteniamo che i gruppi di coloni violenti non debbano trarre profitto dalle terre che hanno sottratto ai palestinesi”, ha aggiunto, affermando che le condanne di alcune di queste violenze da parte del governo israeliano “suonano vuote” in assenza di misure concrete per punirle.

Israele: “Vergognose le misure di governi stranieri contro di noi”

“Israele respinge con fermezza le vergognose misure adottate da governi stranieri contro cittadini israeliani, entità israeliane e un ministro del governo”. Lo si legge sull’account X del ministero degli Esteri israeliano in riferimento alle misure adottate da diversi Paesi occidentali nei confronti di coloni e al divieto di ingresso imposto dalla Francia al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. “La vera essenza di questi provvedimenti è il tentativo di imporre una posizione politica riguardo al diritto degli ebrei di vivere nella Terra d’Israele e in merito al conflitto israelo-palestinese, mascherandolo da misura contro la violenza”, scrive il ministero.

“Ciò che questi governi hanno in comune è il loro clamoroso fallimento nel contrastare l’antisemitismo dilagante nei propri Paesi. Politiche anti-israeliane del tipo adottato oggi non fanno altro che alimentare tale antisemitismo”, prosegue il ministero degli Esteri israeliano. “Sorprendentemente, questi governi hanno anche omesso di imporre sanzioni o di adottare misure contro i fenomeni che, secondo Israele, alimentano realmente la violenza: la politica dell’Autorità Palestinese di corrispondere stipendi ai terroristi (“pay-for-slay”, ovvero “pagare per uccidere”) e l’incitamento all’odio”, conclude il post.

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