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Comunali in Francia: la sinistra si tiene Parigi, Marsiglia e Lione, mentre Nizza vira a destra: ecco chi sono i nuovi sindaci

L’esito del voto potrebbe avere ripercussioni sulla campagna per le elezioni presidenziali previste tra 13 mesi

Comunali in Francia: la sinistra si tiene Parigi, Marsiglia e Lione, mentre Nizza vira a destra: ecco chi sono i nuovi sindaci

Francia al voto: Emmanuel Grégoire nuovo sindaco di Parigi, Payan a Marsiglia. A Nizza trionfa l’estrema destra con Eric Ciotti. Affluenza al 57%, tra le più basse di sempre

Le elezioni municipali francesi del 2026, che hanno coinvolto circa 17,1 milioni di cittadini in 1.580 comuni e distretti su un totale di circa 35.000, si sono svolte con un’affluenza intorno al 57%, tra le più basse registrate negli ultimi anni, seconda solo a quella del 2020 durante la pandemia di Covid-19. I primi risultati del secondo turno indicano un quadro politico complesso: le controverse alleanze tra il Partito socialista e La France Insoumise (LFI) non hanno prodotto i risultati sperati in molte città. La sinistra mantiene il controllo di grandi centri come Parigi, Marsiglia e Lione, mentre destra e centro ottengono successi significativi e il Rassemblement National (RN) registra diverse vittorie in città di medie dimensioni, senza però raggiungere alcuni obiettivi chiave, come la conquista di Marsiglia. L’esito del voto potrebbe avere ripercussioni sulla campagna per le elezioni presidenziali previste tra 13 mesi. A partire da ora, i candidati all’Eliseo saranno chiamati a trarre insegnamenti da un voto segnato da una partecipazione particolarmente bassa.

Grégoire sindaco di Parigi

A Parigi, Emmanuel Grégoire, candidato della sinistra che ha rifiutato l’alleanza con La France Insoumise, è stato eletto sindaco con oltre il 50% dei voti. Succede ad Anne Hidalgo e, commentando i risultati, ha dichiarato: “Parigi sarà il cuore della resistenza contro questa alleanza di destra, che cerca di portarci via ciò che abbiamo di più prezioso e fragile: la semplice gioia di vivere insieme”. Secondo Grégoire, il ballottaggio nella capitale rappresenta “un’anticipazione” delle imminenti elezioni presidenziali del 2027 e “la battaglia per la Francia sarà aspra”. Dopo l’annuncio della vittoria, si è diretto verso il municipio in sella a una Vélib, simbolo delle politiche socialiste che governano Parigi da 25 anni.

La sua avversaria, Rachida Dati – ex protetta di Nicolas Sarkozy e vicina all’area macroniana – ha ammesso la sconfitta: “Non sono riuscita a convincere abbastanza persone che il cambiamento non solo fosse possibile, ma soprattutto necessario”. Secondo gli exit poll, ha ottenuto tra il 36% e il 38% dei voti.

Philippe rieletto a Le Havre

Édouard Philippe è stato rieletto sindaco di Le Havre con circa il 47% dei voti. Al secondo posto il deputato comunista Jean-Paul Lecoq con circa il 41%, seguito dal candidato sostenuto da Udr e RN Franck Keller con circa l’11%. Sindaco dal 2010, l’ex primo ministro e leader del partito Orizzonti aveva fatto della rielezione un passaggio cruciale in vista delle presidenziali. Già al primo turno era in vantaggio con oltre il 43% dei voti. Nel suo intervento ha sottolineato che “gli abitanti di Le Havre sanno che ci sono motivi di speranza quando tutte le persone di buon senso si uniscono in un dialogo basato sulla verità e respingono gli estremismi e le loro soluzioni semplicistiche”.

Payan confermato a Marsiglia

A Marsiglia, Benoît Payan è stato rieletto sindaco al secondo turno. Secondo le stime di Elabe-Berger Levrault e Ifop-Fiducial, ha ottenuto tra il 53% e il 56,2% dei voti, contro il 39,1%-41,5% del candidato del Rassemblement National Franck Allisio e circa il 5% della candidata sostenuta da destra e centro, Martine Vassal. La vittoria è stata favorita dal ritiro del candidato di sinistra Sébastien Delogu e da una forte mobilitazione anti-RN in una città caratterizzata da una lunga storia di migrazioni. Durante la campagna, Payan si è presentato come un baluardo contro l’estrema destra, definita “alle porte della città”, affermando che Marsiglia “deve rimanere una città fraterna e unita”.

Allisio, invece, aveva impostato la sua candidatura come quella del “sindaco dell’ordine”, accusando Payan di aver stretto “un accordo segreto con Jean-Luc Mélenchon”.

Nizza all’estrema destra, vittoria di Ciotti

A Nizza, l’estrema destra conquista la città con la vittoria di Eric Ciotti, esponente dell’alleanza tra Udr e RN e vicino a Marine Le Pen. Secondo gli exit poll Ifop per Tf1 e Lci, Ciotti ha ottenuto il 45% dei voti, superando il sindaco uscente Christian Estrosi, fermo al 39,5%. “La suspense è moderata e sono felice di annunciare che abbiamo vinto”, ha dichiarato Ciotti, definendo il risultato una “immensa vittoria”, soprattutto per i francesi che auspicavano un cambiamento. Nizza, con circa 360.000 abitanti, si avvia a diventare la principale roccaforte urbana dell’estrema destra, insieme a Perpignan, dove Louis Aliot aveva già vinto nettamente al primo turno. Marine Le Pen ha parlato di una “grande vittoria” e di una conferma della strategia di espansione locale del partito. Il RN, tuttavia, non è riuscito a imporsi in altri comuni dell’area mediterranea, come Tolone e Nîmes, pur riuscendo a vincere a Carcassonne.

Le sconfitte delle alleanze con LFI

Le alleanze con la sinistra radicale si sono rivelate inefficaci in diverse città. A Poitiers, la sindaca ecologista Léonore Moncond’huy, alleata con il partito di Jean-Luc Mélenchon, è stata sconfitta dal centrista Anthony Brottier, mentre il Partito socialista si era ritirato in opposizione all’accordo. Situazione analoga a Besançon, dove Anne Vignot, espressione dell’ondata verde del 2020 e sostenuta da tutta la sinistra, ha perso contro il candidato repubblicano Ludovic Fagaut.

A Limoges, i Repubblicani conquistano la città con Guillaume Guérin, che batte la sinistra unita guidata da Damien Maudet di La France Insoumise. Sul fronte opposto, il Rassemblement National registra anche alcune sconfitte: Laure Lavalette perde a Tolone contro la sindaca uscente di centrodestra Josée Massi, mentre Julien Sanchez, in testa al primo turno a Nîmes, viene sconfitto dalla coalizione di sinistra (senza LFI) guidata da Vincent Bouget. Tra i successi della sinistra radicale si segnalano invece Saint-Denis, conquistata al primo turno, e Roubaix, dove il deputato David Guiraud ottiene una vittoria con ampio margine.

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