Dalla Spagna ieri è arrivato l’allarme: Putin potrebbe presto colpire i Paesi europei che si trovano nel Mediterraneo del Sud. L’indiscrezione sarebbe arrivata da fonti di intelligence. Tra gli Stati coinvolti c’è anche l’Italia, oltre alla stessa Spagna e alla Francia. Sulla minaccia russa però sono poi arrivate anche le rassicurazioni dal governo italiano per voce del ministro della Difesa Crosetto: “Nessun alert arrivato, non ci sono riscontri”. Stesse dichiarazioni fatte poi da Macron in Francia. “La Russia – dice il segretario della Nato Mark Rutte – sta intensificando le sue azioni ma la Nato è pronta ad affrontarle”. Poi ha invitato i Paesi membri a fornire “maggiore sostegno all’Ucraina se vogliono davvero inviare un segnale ai russi in occasione di ogni incidente o attacco ibrido”.
La minaccia arriverebbe da un particolare tipo di drone collocabile all’interno dei container sulle navi e capace di raggiungere una distanza di 600 Km. Si chiama Gerbera e arriva a una velocità massima di 160 chilometri orari, ha un’apertura alare di 2.5 metri, dispone di un raggio d’azione variabile tra i 300 e i 600 chilometri, trasporta — se necessario — una piccola carica esplosiva (stimata in 5 chilogrammi).
Il drone russo – riporta Il Corriere della Sera – è apparso per la prima volta sul fronte ucraino nel 2024, impiegato per missioni di ricognizione o come esca per saturare le difese nemiche. Secondo gli esperti di Kiev è una versione meno costosa dello Shahed, velivolo progettato dagli iraniani, acquistato dalla Russia e rimodellato in base a nuove esigenze. Un calcolo approssimativo fissa a 10 mila dollari il “prezzo” di un Gerbera e questo ne rende possibile un impiego massiccio. Sarebbe costruito nell’impianto di Alabuga su specifiche fornite dai tecnici russi. È realizzato con materiali non sofisticati, spesso è dotato di un motore d’origine cinese, ed è ritenuto affidabile.


