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Esteri
Cina,malumori sulla strategia 0 contagi ma Pechino si blinda per tutto il 2022

Covid a Shanghai, chiude tutto per 3 nuovi contagi

Quattro nuovi casi. Tanti, o meglio pochi, pochissimi, sono i nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore in Cina (più altri nove provenienti dall'esterno oppure "importati"). Eppure, tanto basta per bloccare una metropoli come Shanghai. Sì, perché tre dei quattro contagi da Covid-19 registrati a livello locale arrivano proprio da Shanghai, oltre 23 milioni di abitanti. Si tratta di tre amici che si erano recati in viaggio a Suzhou nei giorni scorsi. Più altri due casi sospetti provenienti dall'esterno. Come siamo stati abituati a vedere, la reazione del governo locale e del governo centrale è stata più che mai vigorosa: tutto chiuso. 

Le autorità hanno infatti deciso di cancellare centinaia di voli, chiudere le scuole e cancellare decine di eventi pubblici in programma in questi giorni, bloccando tutte le attività turistiche. Per l'esattezza, sono stati cancellati oltre 500 voli dai due aeroporti di Shanghai, sospesi tutti i viaggi di gruppi turistici verso la vicina città di Suzhou, dove si erano recati i tre contagiati, chiusi i siti turistici, un campus universitario messo in quarantena a Hangzhou dopo un caso di contatto. I tre contagiati erano tutti vaccinati, ma di recente ci sono state varie polemiche sull'efficacia dei vaccini cinesi. Sei ospedali di Shanghai hanno sospeso i servizi ambulatoriali.  Suzhou, che ha una popolazione di circa 13 milioni di persone, ha a sua volta chiuso le attrazioni turistiche e ha richiesto ai residenti di fornire risultati negativi dei test per lasciare la città. Tutte le scuole sono state chiuse anche nella piccola città satellite di Xuzhou, che ha anche impedito ai suoi due milioni di residenti di uscire dalla citta' con i servizi di autobus, dopo che è stato rilevato uno contatto stretto con un paziente di Shanghai.

Covid, Cina in tensione per i Giochi Olimpici Invernali

Il segnale è inequivocabile. A poche settimane dall'apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022, la Cina non ha nessuna intenzione di smuoversi dalla politica dei zero contagi. Dopo la prima, travolgente, ondata, la Cina è riuscita a controllare la diffusione del coronavirus all'interno dei suoi confini attraverso restrizioni di viaggio e blocchi improvvisi, ma negli ultimi mesi frequenti focolai interne hanno messo alla prova la sua strategia di tolleranza zero. 

Nelle scorse settimane sono emersi i primi malumori per una strategia, quella dei zero contagi, che ha consentito alla Cina di bloccare già dopo le prime settimane della pandemia la grande diffusione del virus. Non solo. La Cina è stata l'unica grande economia mondiale a crescere nel 2020 (+2,3%) nonostante il Covid-19. Segno che Pechino è riuscita a ripartire per prima rispetto agli altri. Ora, però, inizia a esserci qualcuno che mette in dubbio l'efficacia e soprattutto le conseguenze sul medio lungo periodo della strategia zero Covid. 

Covid, il virologo cinese: "Strategia zero contagi può portare più danni che benefici"

Prima un editoriale apparso su Caixin, media di taglio economico-finanziario di Pechino, ha messo in dubbio i benefici della strategia, sottolineando che nel lungo periodo potrebbero essere di più i danni. Poi è stata la volta di Guan Yi, influente virologo cinese che lavora presso l'università di Hong Kong. Durante un'intervista con l'emittente Phoenix Tv, ha ha avvertito che il paese rischia il collasso economico se i funzionari locali continuano a cercare di eliminare tutte le tracce di Covid-19, segnando la critica più vocale del cosiddetto approccio Covid zero della Cina da uno dei suoi stessi esperti. "Non abbiamo alcuna possibilità se perseguiamo un obiettivo di zero Covid", ha detto Guan, che è stato soprannominato "il cacciatore di virus" dai media cinesi per il suo lavoro sull'identificazione delle origini animali dei coronavirus che hanno causato la SARS e la MERS. "Il virus è qui oggi, proprio come l'influenza. Questo è un fatto, che alla gente piaccia o no". 

Ma Pechino non sembra avere nessuna intenzione di seguire i consigli del virologo, né di ascoltare i mugugni di diversi imprenditori locali o internazionali che lamentano la cancellazione di eventi all'improvviso, soprattutto a Shanghai, città che vive di scambi con l'esterno. Il governo è in allerta per potenziali focolai in vista dei Giochi Olimpici, quando arriveranno migliaia di atleti, responsabili tecnici, funzionari e media dall'estero. Il parco olimpico di Pechino è già stato sigillato come parte della bolla "a circuito chiuso" dell'evento, secondo quanto riportato dai media statali. D'altronde, la Cina sta basando molto la sua retorica nei confronti dell'occidente sulla gestione del Covid-19 con la capacità di tenere i contagi sempre vicini allo zero. Discostarsi da questa strategia farebbe venire meno una leva retorica fondamentale per il Partito. E c'è anche chi ritiene che prima del congresso della seconda metà del 2022 non siano previste modifiche alle restrizioni attuali.

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