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Esteri
Putin firma l'annessione della Crimea. Assaltata una base ucraina

In Crimea il conflitto con la Russia e' entrato nella "fase militare": lo ha affermato il premier ucraino, Arseniy Yatsenyuk, dopo che Kiev ha annunciato l'uccisione di un proprio soldato in un attacco armato in una base della Marina militare a Sinferopoli, capitale della penisola secessionista. "Il conflitto sta passando dalla fase politica a quella militare", ha avvertito il premier in una riunione di emergenza del suo governo. "I soldati russi hanno cominciato a sparare contro i militari ucraini, e questo e' un crimine di guerra", ha aggiunto.

In un primo momento il comandante della Marina Sergiy Gayduk, aveva comunicato durante un incontro a Kiev con il presidente Oleksandr Turchynov che un militare ucraino era stato soltanto ferito a una gamba "durante un attacco contro una base a Sinferopoli". Un giornalista della France Presse appostato all'ingresso di una base ucraina in un sobborgo nord-orientale della citta' ha udito una raffica di colpi d'arma da fuoco provenienti dall'edificio e ha visto due ambulanze entrare nell'area, circondata da uomini armati filo-russi.

Sfidando le sanzioni occidentali varate da Bruxelles e  Washington, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato al Cremlino con i leader politici della Crimea l'accordo per l'ingresso della penisola nella Federazione Russa. Una cerimonia solenne nella sala di San Giorgio con il premier e il presidente del parlamento di Crimea, Serghei Aksenov e Vladimir Konstatinov, e il sindaco di Sebastopoli. L'accordo deve ora essere ratificato dal parlamento, il cui appoggio è praticamente scontato. Poi si dovrá approvare una nuova legge che permetta il riconoscimento di Crimea e Sebastopoli come nuovi soggetti della Federazione.

Putin ieri aveva firmato un decreto con il quale riconosceva la Crimea "Paese sovrano e indipendente", poche ore dopo che Usa e Ue avevano annunciato le sanzioni contro Mosca. Ma per il Cremlino queste suscitano solo "ironia e sarcasmo".

Il capo di Stato russo non si è fermato qui, pur non essendo legalmente tenuto a farlo, alle 15 ora di Mosca (le 12 in Italia), ha riferito di fronte ai membri della Duma e del Consiglio della Federazione riuniti in seduta congiunta, insieme agli 83 governatori della Russia: "La Crimea è stata e resta parte Inalienabile" della Russia e la decisione di Nikita Krushev di cederla all'Ucraina "fu presa in violazione della costituzione" sovietica. "In Crimea ci saranno tre lingue statali di uguale diritto: russo, ucraino e tartaro di crimea", ha detto il presidente, affermando: "L'Occidente si è ricordato che c'è un diritto internazionale, bene. Meglio tardi che mai". La platea, dove siedono tra gli latri il premier russo Dmitri Medvedev, quello di Crimea Serghei Aksenov e il presidente del parlamento Vladimir Konstatinov, è esplosa in un applauso.

Per Putin l'Occidente "ha passato il segno" sull'Ucraina ha detto durante il discorso patriottico e dai toni quasi bellicosi al Cremlino pronunciato 48 ore dopo il plebiscito per la secessione da Kiev. Il clima da Guerra Fredda sta facendo ripiombare i rapporti tra Mosca e Occidente. Il presidente ha ribadito che sotto la sovranità russa verranno rispettati i diritti di tutte le comunità locali, ha detto esprimendosi anche a favore della "riabilitazione" dei tatari di Crimea, vittime delle deportazioni di Stalin. Le rassicurazioni sono arrivate anche per la popolazione dell'Ucraina, con cui le buone relazioni rimangono una "priorità" per Mosca. "La Russia non vuole altre secessioni", oltre a quella della Crimea, ha garantito  "Vogliamo che l'Ucraina sia forte, uno stato sovrano e autosufficiente. Abbiamo progetti comuni e siamo pronti ad aiutarli", ha aggiunto pur sconfessando di nuovi i le autorità di Kiev ritenute "illegittime". Non c'è ancora un potere effettivo in Ucraina - ha rincarato - Non c'è nessuno con cui parlare. Il governo di Kiev è stato fatto da "usurpatori" ed è controllato da radicali.

Questa mattina la Duma aveva già approvato una dichiarazione, in cui accoglieva con favore "la volontà del popolo di Crimea espressa nel referendum del 16 marzo per l'inserimento della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli nella Federazione russa". Nel documento, i deputati promettono pieno sostegno e garanzia di sicurezza agli abitanti della penisola, "senza differenze di nazionalità, religione, di lingua o cittadinanza".

La sospensione della Russia dal G8. Barack Obama ha invitato i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna, e dell'Unione Europea a un incontro dei leader del G7 a margine della Conferenza per la sicurezza nucleare che si svolgerà lunedì e martedì prossimi all'Aja. Lo ha reso noto la portavoce della Casa Bianca, Caitlin Hayden, confermando che "gli Stati Uniti e gli altri membri del G7 hanno sospeso i preparativi per il summit del G8 a Sochi". "L'incontro sarà concentrato sulla situazione in Crimea e sugli ulteriori passi che il G7 può adottoare in risposta ai recenti sviluppi e per sostenere l'Ucraina", conclude la portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Oltre le sanzioni, come ulteriore presa di posizione era stata la Francia ad annunciare la sospensione della Russia dal G8. Il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha spiegato come la decisione sia stata presa dai leader degli altri sette Paesi del gruppo. "A proposito del G8 abbiamo deciso di sospendere la partecipazione della Russia e questo lascia prefigurare che tutti gli altri sette Paesi si uniranno senza la Russia". I leader del G8 avevano già deciso di sospendere i preparativi per il prossimo summit del G8, che avrebbe dovuto tenersi a giugno a Sochi, in Russia.
 

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