La Russia riconosce il risultato del referendum. Putin: “La Crimea è uno Stato sovrano”. Si accelerano i tempi verso l’annessione. Nazionalizzati i beni dell’Ucraina. Pagamenti in rublo. Kiev: parziale mobilitazione delle truppe. Sanzioni di Usa e Unione europea
La Crimea accelera i tempi verso l’annessione alla Russia, mentre la comunità occidentale cerca l’unità su risposte da dare a un referendum ritenuto dalla grande maggioranza illegittimo. Il referendum di domenica ha avallato la scelta di indipendenza della penisola ucraina: 96,6% i sì. Il Parlamento ha subito formalizzato la richiesta di adesione alla Federazione Russa, annunciato la nazionalizzazione dei beni di Stato ucraini, lo smantellamento delle forze militari ucraine, il pagamento di stipendi e pensioni in rubli, e ribattezzato il Parlamento dall’ucraino Rada al russo Duma.
Tutti passi simbolici e sostanziali, cui Mosca si sta apprestando a rispondere con un le misure necessarie per accogliere formalmente la nuova regione. Il vicepresidente della Duma ha detto che la camera approverà una legge che permetterà l’adesione della Crimea “in tempi molto brevi“, mentre il viceministro delle finanze del Cremlino ha spiegato per la penisola potrebbe essere istituito un regime fiscale speciale.
Il Parlamento ucraino ha approvato un decreto presidenziale che autorizza la parziale mobilitazione delle truppe e coinvolge 40mila riservisti. Andriy Parubiy, segretario del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale, ha spiegato in Parlamento che 20mila riservisti saranno inquadrati nelle forze armate e il resto all’interno della Guardia Nazionale appena creata.
I Ventotto ministri degli Esteri dell’Ue hanno concordato a Bruxelle di infliggere sanzioni a 21 personalita‘ russe ed ucraine considerate coinvolte nell’intervento di Mosca in Crimea. Tra le misure la negazione dei visti ed il congelamento degli asset detenuti all’estero. Ulteriori misure seguiranno nei prossimi gionri, ha chiarito il ministro degli Esteri lituano, Linas Antanas Linkevicius.

