Chi si illudeva di una guerra lampo in Iran, con il regime ribaltato dagli Usa come avvenuto in Venezuela, adesso si è reso conto della drammatica realtà. Il conflitto ha coinvolto tutto il Medio Oriente e gli effetti economici si fanno sentire in tutto il mondo. Il petrolio è schizzato a 114 dollari al barile. Per spiegare bene la situazione e anche i rischi per l’Italia, interviene Guido Crosetto, il ministro della Difesa. “Ho l’impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane, il problema – dice Crosetto a Rtl 102.5 – è che non acceleri e diventi più grande.
“La situazione è molto difficile e complessa – prosegue il ministro – perché gli Stati Uniti avevano l’idea che bastasse decapitare il regime di Teheran per avere condizioni che portassero a un cambio della leadership iraniana, mentre si stanno rendendo conto che la reazione preordinata iraniana è quella di scatenare il caos. Attacchi diretti all’Italia dall’Iran o da suoi proxies come Hezbollah in questo momento non vengono presi in considerazione. Il problema invece per il nostro Paese e per tutti quelli che non partecipano al conflitto – dice Crosetto – è il terrorismo. Si calcola che in tutto il mondo ci siano centinaia di cellule dormienti iraniane, persone che sembrano normali ma che sono attivabili in qualsiasi momento per compiere atti di terrorismo anche sacrificando loro stesse. E questo da anni”.

