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Esteri
D’Alimonte: “Le elezioni? Sono vinte da chi sa comunicare con la Rete”

Di Tommaso Cinquemani

"Obama ha vinto le elezioni presidenziali perché è riuscito a fare una campagna su misura. Aveva in mano un database eccezionale che incrociava i profili  di Facebook di milioni di persone". Roberto D'Alimonte , professore e autore della post-fazione al libro 'La lezione di Obama - Come vincere le elezioni nell'era della politica 2.0', scritto da Raffaello Matarazzo e Stefano Lucchini, con una intervista ad Affaritaliani.it spiega come si vincono le elezioni nell'era del 2.0. "Gli elettori stanno sulla Rete e vogliono essere coinvolti. Una volta la comunicazione avveniva nelle Case del Popolo e nei circoli Arci. Oggi i circoli sono Facebook, Twitter e Instagram".

Professor D'Alimonte, come sono cambiate le elezioni politiche dopo che Barack Obama è stato riconfermato alla Casa Bianca?
"Le lezioni del 2012 sono state uno spartiacque, come quelle del 1960 tra Kennedy e Nixon. Il primo riuscì ad utilizzare la televisione in modo molto più efficace rispetto al secondo. Nel 2012 il punto di svolta è stato l'utilizzo della Rete. Obama è riuscito a sfruttare Internet sia come canale di comunicazione che come strumento per raccogliere fondi e mobilitare la base. La Rete aiuta a colmare il gap sempre più forte tra i candidati e gli elettori".

La campagna porta a porta si fa su internet quindi?
"I volontari di Obama sono andati porta a porta negli Stati in bilico, ma i volontari sapevano chi c'era dietro la porta. L'organizzazione è stata così abile che ha messo in mano ai volontari i profili di quelli che andavano a contattare. E' il vecchio modo di fare politica combinato con il nuovo.

In che modo avere in mano il profilo della persona che si vuole convincere può aiutare il lavoro dei volontari?
"Se sai chi hai di fronte sai quali sono le sue preferenze , le sue  preoccupazioni, i suoi desideri. In questo modo si fa una campagna su misura, si parla non a caso di micro-targeting. Obama aveva in mano un database eccezionale che incrociava i profili  di Facebook di milioni di persone".

I Repubblicani non erano preparati?
"Il Partito repubblicano sta facendo uno sforzo enorme per cercare di recuperare terreno rispetto ai democratici. Uno dei senior manager engineering di Facebook,  ad esempio, ora lavora per i Repubblicani. Utilizzano il database sulle tasse di proprietà per identificare gli elettori da contattare su tematiche come, appunto, le imposte sulle case".

In Italia a che punto siamo rispetto a questa tendenza?
"Siamo molto in dietro. Anche Grillo, che pure sulla Rete è il più presente, non ha sfruttato il potere vero di Internet".

E Renzi?
"Renzi è un buon utilizzatore della Rete, ma ancora siamo a livelli modestissimi. Il Pd non ha dei tecnici esperti del settore, non ha dei database da usare per targhettizzare la comunicazione. Non hanno ancora capito che non si può più concepire la politica senza i social network. I giovani stanno sulla Rete e vogliono essere coinvolti e interagire. Una volta la comunicazione avveniva nei circoli, nelle sezioni, nelle case del popolo, nei circoli Arci. Oggi i circoli sono Facebook, Twitter e Instagram".

Alle elezioni Europee ci sarà qualcuno che utilizzerà queste metodologie di comunicazione?
"Nei Paesi scandinavi qualcosa si sta muovendo, ma in Italia siamo ancora agli albori".

Le elezioni americane ci hanno insegnato che si vince se si conquistano gli indecisi, è così?
"In America, così come in Italia, le elezioni si decidono agli ultimi momenti conquistando gli indecisi. La gente non ha più delle ancore ideologiche o partitiche a cui aggrapparsi e decide sempre di più sulla base di informazioni ricevute anche all'ultimo momento. Oggi la volatilità è il dato caratteristico della politica italiana. Un altro bacino elettorale, questa volta solo americano, è rappresentato dalle minoranze".

Come quella afroamericana?
"Si, ma non solo. Obama è stato bravo a comunicare con tutte le minoranze, come gli afroamericani o gli ispanici".

Mitt Romney ha perso solo per una incapacità di comunicare efficacemente attraverso i social network?
"Romney era di sicuro indietro rispetto all'uso della Rete. Però ha commesso anche altri errori. Per vincere le primarie repubblicane, i candidati devono spostarsi a destra, sulle posizioni dei Tea Party. Romney però poi non è stato capace di parlare all'elettorato di centro, che è determinante".

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