Washington, sparatoria nei pressi della Casa Bianca. Assalitore ucciso dal Secret Service, ferito un passante
Un uomo armato è morto dopo un conflitto a fuoco avvenuto nei pressi della Casa Bianca intorno alle 18 ora locale. Si trattava di Nasire Best, 21 anni, residente nel Maryland. Secondo quanto riferito da Fox News, il giovane sarebbe stato colpito dagli agenti di sicurezza dopo aver aperto il fuoco vicino a un posto di controllo. Best, che in passato aveva avuto problemi psichiatrici, è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma non è sopravvissuto alle ferite riportate. Gli investigatori stanno ancora cercando di chiarire il movente dell’azione. Sul luogo è stata recuperata l’arma utilizzata dal ragazzo, un revolver.
Il presidente Donald Trump si trovava all’interno della Casa Bianca al momento della sparatoria e non è rimasto ferito. L’assalitore, secondo le ricostruzioni, non sarebbe mai riuscito a superare il perimetro di sicurezza dell’edificio. Nel corso della sparatoria è rimasto ferito anche un civile adulto presente nell’area, mentre un agente del Secret Service è stato accompagnato in ospedale per controlli precauzionali. Alle indagini stanno collaborando Fbi, Atf e la polizia metropolitana di Washington.
Secondo fonti investigative, il 21enne era già conosciuto dalle forze dell’ordine per precedenti episodi legati a disturbi mentali. Sui social avrebbe pubblicato messaggi deliranti, sostenendo di essere Gesù e definendosi il “vero” Osama bin Laden. In alcuni post avrebbe inoltre manifestato intenzioni ostili nei confronti del presidente Trump. Best era già stato fermato nei pressi della Casa Bianca nel giugno 2025, quando aveva tentato di bloccare una corsia d’accesso all’area presidenziale dichiarando di essere “Dio”. In quell’occasione il Secret Service lo aveva trattenuto e successivamente trasferito in un istituto psichiatrico di Washington per una valutazione.
Un secondo arresto era avvenuto nel luglio dello stesso anno, dopo un nuovo tentativo di entrare in una zona riservata del complesso presidenziale. A seguito dell’episodio, un giudice aveva disposto per lui il divieto di avvicinarsi alla Casa Bianca. Gli investigatori, esaminando i precedenti episodi, avevano già individuato diversi contenuti social caratterizzati da affermazioni deliranti. Tuttavia, secondo fonti delle forze dell’ordine, Best non aveva mai mostrato comportamenti violenti né era mai stato visto impugnare armi prima dell’attacco.
Decine di spari
Dopo la sparatoria, Trump ha ringraziato il Secret Service e le forze dell’ordine per il loro intervento “rapido e professionale”. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente ha definito la Casa Bianca “uno dei luoghi più sacri del Paese”, sottolineando la necessità di garantire massimi livelli di sicurezza attorno all’edificio presidenziale. “Ringrazio i nostri straordinari Secret service e le Forze dell’ordine per l’intervento rapido e professionale di questa sera contro un uomo armato vicino alla Casa Bianca, che aveva precedenti di violenza e una possibile ossessione per l’edificio più sacro del nostro Paese. L’uomo armato è morto dopo uno scontro a fuoco con gli agenti dei Servizi segreti vicino ai cancelli della Casa Bianca. Questo evento, avvenuto a un mese di distanza dalla sparatoria durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, dimostra quanto sia importante, per tutti i futuri presidenti, garantire a Washington, D.C., lo spazio più sicuro e protetto mai costruito nel suo genere. La sicurezza nazionale del nostro Paese lo esige!”, ha scritto Trump su Truth.
Momenti di forte tensione si sono vissuti anche tra i giornalisti presenti sul posto. Diversi cronisti stavano lavorando nei giardini della Casa Bianca quando sono risuonati numerosi colpi d’arma da fuoco. Le procedure di emergenza sono scattate immediatamente e i reporter sono stati accompagnati nella briefing room. Tra loro anche la giornalista Selina Wang, corrispondente della ABC News, che stava registrando un collegamento video dal prato nord della residenza presidenziale. “Ero nel mezzo di una ripresa con il mio iPhone per un video social dal prato nord della Casa Bianca quando abbiamo sentito degli spari. Sembrava una raffica di decine di colpi. Ci è stato detto di correre di corsa verso la sala stampa, dove ci troviamo adesso” ha scritto sul suo account X.

