Il premio Sacharov 2026 va alla Corte penale internazionale per la difesa della giustizia
Il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sacharov per la libertà di pensiero 2026 alla Corte penale internazionale (Cpi) e ai suoi funzionari, in forma collettiva.
“L’Unione europea si fonda sul rispetto del diritto internazionale”, ha dichiarato la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. Con questo riconoscimento, ha spiegato, il Parlamento rende merito a chi rende giustizia alle vittime attraverso indagini, azioni penali e processi, e che deve poter lavorare in piena indipendenza. “Continueremo a difendere questo principio”, ha aggiunto.
Fondata sulla base dello Statuto di Roma, la Cpi è il primo tribunale penale permanente su scala globale. Ha l’incarico di indagare e, quando ci sono i presupposti, portare a processo i presunti responsabili delle violazioni più atroci: genocidio, crimini di guerra, contro l’umanità e di aggressione. Interviene come magistratura di ultima istanza per affiancare i tribunali dei singoli Stati. La Corte rappresenta un pilastro essenziale nella lotta mondiale all’impunità, chiamando i colpevoli a rispondere delle proprie azioni e lavorando per evitare che certi orrori si ripetano.
Il riconoscimento intende valorizzare tutto l’operato della Corte, dalle inchieste ai dibattimenti fino alla trasmissione e approvazione dei mandati d’arresto. I dossier attualmente aperti riguardano, tra gli altri, contesti come Afghanistan,Russia, Israele, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Mali, Libia e Repubblica Centrafricana.
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