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Michelle Obama3

Sull'atteso vertice tra Barack Obama e il presidente cinese Xi Jinping in California pesa l'ombra di quello che sotto tutti i punti di vista e' uno sgarbo agli ospiti da parte della first lady americana. Michelle ha deciso di non partecipare all'incontro dove invece sara' presente la consorte di Xi, Peng Liyuan. Come sottolinea il Washington Post la giustificazione che questa e' l'ultima settimana di scuola delle figlie, Sasha e Malia, non regge. Soprattutto con un colosso come la Cina dove l'attenzione per il protocollo e' quasi una religione e puo' recepire l'assenza di Michelle come un affronto. Gli argomenti all'ordine del giorno del vertice Usa-Cina dovrebbero spaziare dalla sicurezza virtuale alle dispute commerciali, dalla relazione con il Giappone alla crisi coreana, tutti affari su cui le divergenze tra Pechino e Washington restano acute e il cambio di vertici al potere in entrambi gli stati non e' stato capace di addolcire. "Molte questioni urgenti saranno discusse dai due presidenti, e sebbene non sara' possibile risolverle nel breve tempo, l'incontro servira' a costruire fiducia reciproca in una congiuntura delicata" spiega il professor Cheng Xiaohe, esperto di relazioni internazionali all'Universita' del Popolo di Pechino. Obama e Xi Jinping si incontreranno in California, lontano dai palcoscenici della politica, nella residenza di un milionario americano per discutere in maniera informale. Infatti, nessun meeting ufficiale era stato previsto tra i due nella prima meta' dell'anno, ma il deterioramento nelle relazioni in alcuni ambiti ha reso necessario rimediare al vuoto diplomatico. "I due leader avrebbero dovuto incontrarsi al G20 di San Pietroburgo a settembre o ottobre, ma si sarebbe dovuto aspettare troppo tempo per prendere in considerazioni problemi urgenti che hanno bisogno di essere discussi ora" dice il professor Cheng. Secondo lo studioso cio' che piu' preme a Pechino e' il problema del Giappone.

"Tokyo sta virando pericolosamente verso il nazionalismo e la Cina deve decidere quanto puo' sopportare questa situazione. Anche gli Stati Uniti devono decidere fino a che punto sopportano le prese di posizione del Giappone e da questo possono derivare divergenze fra Cina e Usa. Inoltre, un eventuale conflitto fra Cina e Giappone significherebbe uno scontro fra Cina e Stati Uniti", secondo Cheng Xiaohe. C'e' poi il problema della sicurezza virtuale, poiche' la pirateria cibernetica ha costituito una serie di accuse reciproche tra i due paesi, senza riuscire a chiarire l'origine di attacchi di hacker da entrambe le parti. E la questione della penisola coreana, a cui Pechino sta lavorando con dedizione da mesi, sembra con risultati. Per il professor Cheng "Choe Rong-tae e' appena stato in Cina e molto probabilmente ha consegnato un messaggio per Obama e per gli Stati Uniti, una presa di posizione. Il presidente sud coreano visitera' la Cina a breve, per discutere tra l'altro della possibilita' di creare un dialogo a tre tra Corea del Sud, Cina e Stati Uniti, per cui Obama e Xi dovranno parlare anche di questo" . Cosi' come la questione della Siria ha raggiunto "un momento cruciale". "Cina e Stati Uniti hanno posizioni divergenti sulla questione siriana, ma ora Washington dovra' convincere Pechino se non ad appoggiare i propri progetti almeno a prendere azioni decise verso il paese". La discussione sara' affrontata alla luce di un "Nuovo Corso nelle relazioni sino-americane", stando all'interpretazione degli osservatori e alle parole dello stesso presidente cinese. "L'idea di un Nuovo Corso e' una visione tutta cinese dei rapporti tra le due potenze, di cui una e' una potenza in ascesa e l'altra e' gia' matura. Secondo le teorie diplomatiche occidentali in questo tipo di rapporto le divergenze sono inevitabili, l'approccio cinese invece vuole trovare una soluzione a tali conflitti e avviare un rapporto alla pace e distensione. D'altronde il Pacifico e' grande abbastanza perche' sia Cina che Stati Uniti vi trovino il proprio spazio" dice Cheng. Lo stesso Xi Jinping ha ricordato a Donilon oggi durante il loro incontro che "il giorno in cui sono stato eletto presidente ho telefonato al presidente Obama, e abbiamo ribadito il nostro impegno per la costruzione di relazioni tra Cina e Stati Uniti che esplorino un nuovo tipo di rapporto". Tom Donilon ha incontrato oggi il consigliere di stato Yang Jiechi e il presidente Xi Jinping. Domani avra' colloqui con il ministro della difesa cinese prima di lasciare il paese.

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