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Esteri
Donald Trump si prepara per Bruxelles ed Helsinki

 

Si avvicinano due importanti incontri per il Presidente Usa Donald Trump: quello con i vertici Nato l’11 e il 12 luglio a Bruxelles e quello con Vladimir Putin, previsto ad Helsinki per il 16 sempre dello stesso mese.

Due incontri molto importanti per il futuro dell’Europa e del mondo, dopo il fallimento del vertice G7 di giugno che ha messo in mostra i difficili rapporti tra il tycoon americano e la premier tedesca Angela Merkel.

In Europa si sta ridisegnando il quadro geopolitico dei rapporti di forza, dopo l’uscita del Regno Unito e i suoi recenti imprevisti sviluppi con le dimissioni del ministro degli esteri Boris Johnson.

C’è il solito asse traballante Berlino - Parigi, ma con una novità sostanziale: l’inserimento di Roma negli equilibri di forza, dopo la netta presa di posizione sulla questione dei migranti di Matteo Salvini che ha indubbiamente riportato l’Italia ad avere una posizione che non aveva da decenni nel dibattito europeo.

Trump ha detto chiaramente che gli Usa non possono più farsi carico finanziario dei costi del mondo in generale e dell’Occidente in particolare e quindi dovranno aumentare le spese per la difesa da parte dei suoi tradizionali alleati e questo in un clima ulteriormente teso per la questione dei dazi che paiono essere un elemento negoziale scagliato dal Presidente Usa sul tavolo di trattative ben più generali.

Ma se il primo incontro riguarda un aspetto sostanzialmente istituzionale e si inquadra nei rapporti inter-occidentali, il secondo, cioè l’incontro con il capo del Cremlino, è molto più complesso e carico di incognite.

Quali sono i veri rapporti tra Washington e Mosca?

Ufficialmente finora tesi e competitivi, ma con il forte sospetto che ci sia un accordo segreto tra Trump e Putin che data il periodo elettorale americano e le accuse a Mosca di intromissione via social contro la candidata democratica Hilary Clinton.

Difficile non pensare che in realtà ci sia consonanza tra i due leader sovranisti mondiali e un incontro ufficiale senza dubbio cambierà le carte in un tavolo da gioco molto complesso, che vede il medio-oriente (Siria, Israele, Iran) in prima fila, insieme però alla questione coreana che tra alti e bassi segna la politica Usa in Asia.

Una apertura americana, ufficiale, in tal senso è venuta il 5 luglio a Great Falls, nel Montana da parte di Trump: “Andare d’accordo con Putin è ok”, dichiarazione che fa seguito ad una precedente richiesta di Trump stesso per il ritorno di Mosca nel G8.

Il mondo, nel frattempo, sta cambiando assetto ed è proprio il sovranismo e il rifiuto del globalismo il tema portante ed unificante: difficile che i due principali protagonisti di questa rivoluzione storica possano poi avere rapporti contrastati, al di là delle apparenze di facciata.

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