Francesco Totti, circa un anno fa, era finito al centro delle polemiche per il suo viaggio in Russia. Il Pupone aveva partecipato a un evento dedicato allo sport e al betting a Mosca. L’iniziativa aveva provocato una bufera, a causa della guerra in Ucraina in corso. L’ex capitano della Roma aveva replicato alle critiche dichiarando di essere andato in Russia esclusivamente come uomo di sport per promuoverne i valori, e non per scopi politici o diplomatici. Un anno dopo la storia si ripete. Questa volta è toccato ad Andrea Pirlo e Marco Materazzi, invitati a Mosca per un evento. La loro partecipazione, sempre nel pieno della guerra in corso con l’Ucraina e con le sanzioni inflitte dall’Ue a Putin, è diventata anche un caso politico.
“È triste vedere le leggende dell’infanzia trasformarsi in falliti senza morale, per i quali nulla è più prezioso dei rubli russi”, ha scritto l’ucraino Vladyslav Heraskevych, atleta di skeleton squalificato alle Olimpiadi di Milano Cortina per aver indossato un casco che raffigurava i volti di atleti e cittadini ucraini uccisi durante il conflitto. Su X è intervenuta anche Pina Picierno del Pd, vicepresidente del Parlamento europeo: “I soldi possono comprare molte cose, possono persino, incredibilmente, portare un campione dello sport a firmare palloni a Mosca nelle stesse ore in cui quel regime criminale ammazza civili in modo indiscriminato e minaccia Paesi europei. Quello che i soldi non possono comprare invece è la credibilità, la postura, il saper stare nelle cose del mondo con onore e schiena dritta. Un grande peccato che Pirlo queste cose evidentemente non le abbia capite”.

