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Egitto, nuova udienza per Hosni Mubarack

 

scontri egitto (6)

Hosni Muabarak e’ comparso in aula al Cairo per una nuova udienza del processo che lo vede imputato per incitamento alla violenza in relazione all’uccisione dei manifestanti nelle proteste del 2011. L’85enne ex presidente egiziano e’ stato trasferito dall’ospedale militare del quartiere di Maadi, in cui da giovedi’ si trova agli arresti domiciliari dopo che sono scaduti i termini per la carcerazione preventiva. Mubarak, nella gabbia degli imputati insieme ai figli Gama e Alaa e all’ex ministro dell’Interno, Habib Al-Hadly, e sei ex responsabili della sicurezza, ha assistito alle schermaglie processuali, con l’accusa che ha presentato nuove prove e la difesa che ha chiesto che siano sentiti nuoni testimoni. L’ex Rais e’ apparso su una sedia a rotelle, con occhiali scuri e una camicia bianca. l processo a Hosni Mubarak per la repressione delle proteste del 2011 e’ stato aggiornato al 14 settembre.

Lo ha deciso il tribunale del Cairo al termine di un’udienz al al Cairo che ha visto la presenza in aula dell’ex rais. Mubarak deve rispondere di incitamento alla violenza in relazione all’uccisione dei manifestanti durante la rivolta che porto’ alla sua destituzione. L’85enne ex presidente egiziano era stato trasferito in tribunale dall’ospedale militare del quartiere di Maadi, in cui da giovedi’ si trova agli arresti domiciliari dopo che sono scaduti i termini per la carcerazione preventiva.Il network di Al Jazeera-Misr, il canale egiziano dell’emittente del Qatar, “opera senza alcun permesso, la sua presenza è illegale ed è una minaccia diretta alla sicurezza del Paese”. Con queste parole il ministro dell’Informazione Doreya Sharaf ha definito il noto canale televisivo. “La chiusura è una richiesta popolare – ha dichiarato -, e comunque gli egiziani non la guardino”.

Il procuratore generale egiziano Hisham Barakak ha chiesto l’apertura di indagini contro due celebri attiviste anti-Mubarak, Israa Abdel Fatah e Asmaa Mahfouz dopo le accuse di spionaggio a favore di Paesi stranieri, che le avrebbero finanziate con oltre 140 milioni di euro.

ARIA DI NORMALITA’ – Al Cairo si respira aria di normalità. Dopo le violente manifestazioni di settimana scorsa, nelle strade l’esercito ha riportato l’ordine, la calma. Il coprifuoco viene rispettato rigorosamente, le strade ‘calde’ sono chiuse, e ad ogni incrocio si vedono militari nella divisa giallo sabbia con il fucile in spalla. Per evitare nuovi scontri l’esercito ha fatto arrestare i leader più importanti della rivolta.

Alcuni sono stati prelevati dalle forze di sicurezza al confine con la Libia, in una oasi immersa nel deserto. Privo di testa, il corpo della Fratellanza è inerme, incapace di riorganizzarsi e continuare a chiedere la liberazione del suo leader. “La maggior parte degli egiziani ha accolto favorevolmente il colpo di mano dei militari con il quale Morsi è stata rovesciato”, spiega ad Affaritaliani.it Saverio Bellizzi, che al Cairo lavora per l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Qui c’è poca ideologia e molta fame. In più di un anno il governo non è stato capace di fare quelle riforme necessarie a far ripartire l’economia. Anzi, ha utilizzato il potere per cercare di consolidare la sua posizione”. Invano, perché anche tra i Fratelli Musulmani c’è tanto malcontento. La fortuna del Movimento risiede in una idea di Islam tradizionale, attento ai bisogni degli ultimi. Il welfare sociale offerto ai più poveri nelle sterminate campagne intorno alla capitale e lungo la valle del Nilo ha fatto vincere le ultime elezioni alla Fratellanza. Anche la ‘middle class’ cittadina è stata sedotta da questa idea di Islam, ma dopo gli insuccessi economici ha abbandonato Morsi e ora accoglie benevolmente il governo dei militari.