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Strage al Cairo, oltre 70 morti. “L’esercito spara sulla folla”

Almeno 70 persone sarebbero rimaste uccise al Cairo a causa dei colpi di arma da fuoco esplosi dalle forze di sicurezza contro la folla durante un’ennesima manifestazione a sostegno dell’ex presidente dell’Egitto, l’islamista Mohamed Morsi: lo ha denunciato Gehad el-Haddad, portavoce dei Fratelli Musulmani, cui fa capo lo stesso deposto capo dello Stato.

“Non sparano per ferire, sparano per uccidere”, ha sottolineato Haddad. “Le lesioni da proiettile sono alla testa e al torace”. La violenza sarebbe esplosa in piena notte, quando agenti in assetto anti-sommossa avrebbero attaccato un sit-in allestito dai Fratelli Musulmani nei pressi della moschea di Rabaa al-Adawiya, nel nord-est della capitale. Dapprima sarebbero stati lanciati lacrimogeni contro i dimostranti ma poi, davanti al rifiuto di questi ultimi di disperdersi, la polizia avrebbe cominciato a sparare ad altezza d’uomo.

Le autorita’ egiziane intendono “mettere fine” al sit-in a oltranza organizzato dai Fratelli Musulmani nella parte nord-orientale del Cairo per esprimere sostegno al deposto presidente islamista Mohamed Morsi, ma cio’ avverra’ “secondo la legge”: lo ha assicurato il ministro dell’Interno, Mohamed Ibrahim, in un’intervista rilasciata all’emittente satellitare ‘al-Hayat’.

Ibrahim ha riferito che vi sono state lamentele e denunce da parte dei residenti nell’area adiacente alla moschea di Rabaa al-Adawiya, luogo della manifestazione. Alla domanda se polizia e soldati interverranno per disperderla, il ministro ha risposto che “presto la Procura prendera’ le decisioni del caso, e a tale situazione si porra’ termine”: ma, ha puntualizzato, “nell’ambito della legge”.

I Fratelli Musulmani hanno accusato le forze di sicurezza di aver sparato deliberatamente sul posto contro i propri sostenitori, provocando la morte di almeno 70 persone. Ieri l’intero Egitto e’ stato teatro di proteste contrapposte tra seguaci e oppositori di Morsi, deposto dai militari con un colpo di stato il 3 luglio scorso. Si sono registrati disordini e scontri: in particolare ad Alessandria, seconda citta’ del Paese, con sette morti accertati.