Non solo scontri e lacrimogeni in piazza Tahrir. Ma anche violenze sessuali sulle donne. Sarebbero una cinquantina solo le denunce di tentativi di stupro durante le proteste contro il governo Morsi, di cui una presentata da una giovane olandese di 22 anni. Per prevenire la reiterazione delle violenze è stato formato un gruppo di vigilanti per proteggere le donne che manifestano. La violenza sulla ragazza olandese risale allo scorso venerdì 28 giugno. La giovane è stata poi rimpatriata e sul caso è stata aperta un’inchiesta. La giovane era in Egitto per uno stage in un’organizzazione non governativa ed era andata in piazza Tahrir, nel centro del Cairo, per scattare delle foto delle manifestazioni anti-governative.
L’episodio è solo uno di sette stupri che, secondo i gruppi in difesa dei diritti umani, si sarebbero consumati venerdì intorno a piazza Tahrir. Intanto è salito ad almeno sette morti accertati il bilancio dei nuovi scontri divampati al Cairo tra militanti islamisti, sostenitori del controverso presidente Mohamed Morsi, e attivisti dell’opposizione laica e secolarista, che ne reclamano le dimissioni: lo hanno riferito fonti sanitarie locali, secondo cui i disordini si sono concentrati nel sobborgo meridionale di Giza, molto noto tra i turisti stranieri perché ospita tra l’altro le Piramidi e la Sfinge. I feriti ammontano a diverse decine, alcuni dei quali “in condizioni critiche per lesioni da armi da fuoco”, hanno aggiunto le stesse fonti.
