La Bulgaria torna oggi alle urne per eleggere il proprio presidente. Il ballottaggio mette a confronto due candidati portatori di visioni differenti sul futuro internazionale del Paese, in particolare sui rapporti con Mosca, sull’orientamento della politica estera e sul ruolo di Sofia all’interno dell’Unione europea e della Nato. A contendersi la presidenza sono la presidente uscente Iliana Yotova, sostenuta dal partito Bulgaria Progressista e dai socialisti, e Andrey Gyurov, ex premier ad interim e candidato delle forze riformiste europeiste. Il primo turno, svoltosi il 25 ottobre, ha assegnato un vantaggio a Yotova, ma con un margine più ristretto rispetto alle previsioni della vigilia. La presidente, insieme al candidato vicepresidente Kiril Valchev, ha ottenuto il 34,76% dei consensi, mentre Gyurov e il suo vice Georgi Kandev si sono fermati al 31,95%. Una differenza di appena 2,8 punti percentuali, pari a 42.715 voti, secondo i risultati definitivi riportati dall’agenzia BGNES.
A rendere ancora più incerto l’esito della consultazione è il dato sull’affluenza. Al primo turno ha votato circa il 22% degli aventi diritto, una partecipazione particolarmente bassa rispetto alle precedenti elezioni presidenziali del 2021, quando Rumen Radev aveva ottenuto la riconferma al ballottaggio con il 66,7% dei voti. La disaffezione di una parte consistente dell’elettorato rappresenta dunque una delle principali incognite della giornata: sarà decisivo capire quanti cittadini sceglieranno di tornare alle urne e verso quale candidato si orienteranno i consensi degli elettori rimasti esclusi dal secondo turno.
Yotova, 61 anni, è diventata presidente nel gennaio scorso, dopo le dimissioni di Radev, che ha lasciato l’incarico per dedicarsi alla politica parlamentare. Già vicepresidente e parlamentare socialista, sostiene una linea improntata al dialogo con Mosca e a una soluzione negoziale della guerra in Ucraina, pur ribadendo il proprio sostegno all’integrazione europea della Bulgaria. Di segno diverso la proposta di Gyurov, economista ed ex vicegovernatore della Banca nazionale bulgara, che ha guidato il governo ad interim tra febbraio e maggio 2026. Sostenuto dalle forze riformiste di Continuiamo il cambiamento e Bulgaria democratica, punta a un più deciso allineamento alla politica estera europea e atlantica, al rafforzamento della Nato e al sostegno all’Ucraina.
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