Colombia, al via la sfida per le presidenziali: Iván Cepeda favorito nei sondaggi
La Colombia torna oggi alle urne per eleggere il nuovo presidente in un clima di forte polarizzazione politica e di persistente instabilità legata al conflitto armato interno. Nonostante l’accordo di pace del 2016 con le Farc abbia ridotto la guerriglia storica, il Paese continua a fare i conti con una frammentazione di gruppi dissidenti e organizzazioni criminali che si contendono il controllo di rotte del narcotraffico, traffico di esseri umani e miniere illegali, mantenendo la pressione su vaste aree rurali. La campagna elettorale si è svolta in un contesto di sicurezza deteriorata, segnato anche da episodi di violenza che hanno inciso sul dibattito pubblico e sulla percezione di instabilità diffusa. Tra questi, l’uccisione del candidato della destra uribista Miguel Uribe Turbay, colpito durante un comizio a Bogotá, ha ulteriormente alimentato le tensioni politiche.
In testa ai sondaggi si colloca il senatore di sinistra Iván Cepeda, 63 anni, indicato come il principale esponente del fronte progressista e considerato il delfino del presidente uscente Gustavo Petro, impossibilitato a ricandidarsi per la Costituzione. Cepeda è tra i sostenitori della strategia della “Pace Totale”, che punta a negoziati simultanei con i gruppi armati per arrivare a disarmo e smobilitazione. Una linea che, secondo alcune analisi, avrebbe però finito per favorire il rafforzamento delle organizzazioni criminali durante le fasi di tregua. I sondaggi indicano che Cepeda potrebbe contare su un forte sostegno tra elettori progressisti e giovani urbani, ma difficilmente raggiungerebbe la soglia del 50% necessaria per la vittoria al primo turno. Per questo lo scenario più probabile resta quello del ballottaggio del 21 giugno.
Se la presenza di Cepeda al secondo turno appare altamente probabile, resta aperta la competizione per il suo sfidante. Il principale candidato è Abelardo De la Espriella, avvocato penalista e imprenditore di area ultraconservatrice, che si presenta come alternativa securitaria e di rottura. Noto per aver difeso figure controverse come l’imprenditore colombiano Alex Saab, ha costruito la sua notorietà anche attraverso un profilo pubblico eccentrico e fortemente mediatico. De la Espriella propone una linea di sicurezza molto dura: interruzione immediata dei negoziati con i gruppi armati, offensiva militare su larga scala e la costruzione di grandi complessi carcerari ispirati al modello del presidente salvadoregno Nayib Bukele. Sul piano economico sostiene posizioni ultraliberiste vicine alle politiche di Javier Milei, raccogliendo consensi tra gli elettori favorevoli a un approccio più radicale all’ordine pubblico e all’economia.
A contendersi l’accesso al ballottaggio c’è anche la senatrice di centrodestra Paloma Valencia, esponente del Centro Democratico e vicina all’ex presidente Álvaro Uribe. Valencia propone una strategia di “Sicurezza Totale”, criticando sia la linea della sinistra sia lo stesso De la Espriella, accusato di incoerenza per alcune scelte comunicative durante la campagna elettorale. Sul piano politico, l’eventuale accesso di Valencia al ballottaggio avrebbe anche una forte valenza simbolica, considerando il suo ruolo nelle battaglie politiche e giudiziarie legate alla figura di Uribe e alle divisioni che hanno segnato la destra colombiana negli ultimi anni.
I sondaggi restituiscono comunque uno scenario incerto: alcune rilevazioni indicano Cepeda come favorito anche al ballottaggio, grazie alla capacità di attrarre elettorato moderato, mentre altre proiezioni suggeriscono una possibile convergenza dell’area conservatrice capace di ribaltare gli equilibri. In ogni caso, il voto di oggi rappresenta un passaggio decisivo per un Paese che continua a cercare una via d’uscita da una crisi di sicurezza e governance che, pur trasformandosi nel tempo, resta uno dei nodi centrali della vita politica colombiana.

