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Elezioni in Russia, così adesso (senza veri rivali) Putin ha ottenuto i pieni poteri e comanderà a vita. Il suo partito ha 355 seggi su 450

Due terzi della Duma è composto da suoi uomini. Lo zar potrà promuovere riforme costituzionali e blindarsi al Cremlino

Elezioni in Russia, così adesso (senza veri rivali) Putin ha ottenuto i pieni poteri e comanderà a vita. Il suo partito ha 355 seggi su 450
Vladimir Putin alla Duma

Il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, ha ottenuto il 57,83% dei voti e si è aggiudicato il numero record di 355 seggi alla Duma di Stato, che ne conta 450. E’ quanto emerge dai dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale. Nelle precedenti elezioni, cinque anni fa, Russia Unita aveva ottenuto 324 seggi. Il Partito Comunista, arrivato secondo, ha ottenuto il 13,81% dei voti e 40 seggi. Il Partito Liberaldemocratico ha ottenuto l’8,98% e 25 seggi. Il partito Gente Nuova il 7,96% dei voti e 20 seggi. L’affluenza è stata del 59%, in rialzo rispetto al 51,7% delle precedenti elezioni, nel 2021.

Il partito di governo Russia Unita si avvia verso un’ampia maggioranza di due terzi alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, le prime dall’inizio dell’offensiva su larga scala in Ucraina nel 2022. Con oltre la metà delle schede scrutinate, la formazione vicina a Vladimir Putin attesta il proprio consenso al 57,8% dei voti, assicurandosi la facoltà di promuovere riforme costituzionali. Staccati i comunisti del Kprf (13,7%) e i nazionalisti del Ldpr (8,7%), in una consultazione che ha visto l’esclusione di qualsiasi forza aperta d’opposizione o contraria al conflitto, come la lista Iabloko, ed estesa anche alle regioni ucraine annesse.

La giornata elettorale di domenica è stata funestata da un imponente attacco ucraino condotto con oltre mille droni, che ha provocato almeno due vittime nella regione di Mosca, colpendo una raffineria della capitale e un autobus nel Kherson occupato. Il ministero della Difesa russo ha subito preannunciato un’intensificazione dei raid con armi di precisione su Kiev, mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’impatto degli attacchi confermando al contempo un imminente incontro a New York con Donald Trump per discutere ipotesi di de-escalation.

A complicare il voto si sono aggiunte massicce offensive informatiche contro i sistemi di voto elettronico e le infrastrutture di telecomunicazione russe. Mentre l’Unione Europea ha denunciato un clima di “repressione sistematica e istituzionalizzata”, manifestazioni di protesta dell’opposizione in esilio sono state registrate all’esterno delle ambasciate russe a Berlino e Londra.

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