
Domenico Quirico è vivo, ma la situazione è molto delicata , fa sapere il ministro degli Esteri Emma Bonino. Sarebbe stato rintracciato nella zona di Qusayr, la città assediata da mesi e ripresa proprio mercoledì scorso dalle forze lealiste siriane. Secondo indiscrezioni che filtrano a fatica dal generale clima di silenzio e di tensione, l’inviato dalla Stampa scomparso in Siria dal 9 aprile scorso, sarebbe riuscito a mettersi in contatto con qualcuno in Italia con una brevissima comunicazione.
La notizia, che non era stata diffusa per evidenti motivi di sicurezza, è stata confermata dal segretario della federazione nazionale della Stampa Franco Siddi. L’unità di crisi della Farnesina, continua Repubblica, si è messa subito in moto per avere conferma sull’esatto luogo dove si trova il collega di cui non si avevano notizie da esattamente 60 giorni. Il fatto che la città fino a due giorni fa nelle mani dei ribelli è stata da pochissimo liberata rende difficili le comunicazioni e ancora più ardui i tentativi di raggiungere il giornalista per riportarlo in zone più sicure. Ma il fatto che abbia finalmente dato notizie, sebbene con una breve telefonata, ci riempie di gioia.
FARNESINA; AVVENUTO CONTATTO CON QUIRICO, E’ VIVO – La Farnesina conferma l’avvenuto contatto, nella giornata di oggi, fra il giornalista della Stampa Domenico Quirico ed i suoi familiari. Il Ministro degli Esteri, in costante raccordo con tutte le strutture dello Stato interessate, continua a seguire con massima priorita’ tutti gli sviluppi della vicenda, mantenendo i contatti con i familiari del giornalista e con il quotidiano “La Stampa”. In questa fase particolarmente delicata si fa appello al senso di responsabilita’ degli organi di informazione nel divulgare notizie provenienti da fonti non verificate e nel mantenere la linea di riserbo necessaria per favorire l’esito positivo del caso.
CALABRESI, QUIRICO HA PARLATO CON MOGLIE – “Domenico Quirico e’ vivo e oggi ha parlato con la moglie. E’ ancora in Siria, speriamo di riabbracciarlo presto”. Cosi’ in un tweet il direttore della Stampa, Mario Calabresi.
