Il vertice Nato di Ankara si è concluso tra sorrisi e rassicurazioni. Pace fatta tra Trump e Meloni, o almeno tregua stabilita, il presidente americano ha concluso il suo intervento dicendo che i leader dell’Alleanza sono stati tutti carini con lui e per il momento il disimpegno degli Usa sembra rinviato. L’unico attacco lo ha diretto alla Spagna di Sanchez, definita “un caso senza speranza” e ha minacciato di “chiudere i rapporti commerciali” con loro. Unica nota stonata del summit che si preannunciava infuocato. Ma la sorpresa è arrivata alla fine del vertice, quando Erdogan, presidente turco che ha ospitato il vertice, ha omaggiato tutti i leader. Grande la sorpresa dei primi ministri e dei presidenti quando hanno scoperto che il regalo era un revolver, con tanto di munizioni e incisioni personalizzate con i loro nomi. Secondo quanto riportato dalla stampa estera, i nomi dei leader sono stati incisi su ciascuna arma. Sono stati inoltre predisposti i documenti necessari per l’esportazione delle armi dal Paese.
Il primo ministro britannico Keir Starmer non ha ancora riportato in patria il revolver ricevuto. Funzionari britannici hanno dichiarato che il revolver è rimasto in Turchia perché l’importazione di armi da fuoco nel Regno Unito è illegale. Si prevede che verrà rispedito nel Regno Unito dopo essere stato reso innocuo.
Il ministero degli Esteri canadese, da parte sua, ha annunciato che l’arma ricevuta dal premier Mark Carney sarebbe stata consegnata alla Royal Canadian Mounted Police (Royal Canadian Mounted Police) per essere resa inutilizzabile. Funzionari canadesi hanno poi dichiarato che sarebbe stata valutata la possibilità di esporre il dono in un’istituzione pubblica o in un museo.
Secondo quanto riportato dalla stampa europea, dato l’elevato valore dei revolver cerimoniali, si prevede che le armi verranno aggiunte all’inventario statale o esposte nei musei, anziché diventare proprietà personale dei leader. Erdogan ha inoltre consegnato ai leader una lettera firmata e una sua biografia in lingua inglese. Pensata per un pubblico internazionale, l’opera esamina la storia politica recente della Turchia, i processi decisionali cruciali, le riforme e gli obiettivi a lungo termine attraverso la lente della vita politica di Erdogan.

