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Esteri
Fine vita, la Francia dice sì. E in Italia...


I deputati francesi hanno votato sì alla legge sul cosiddetto fine vita. La proposta di legge di Alain Claeys (PS) et Jean Leonetti (UMP), è passata con 436 sì e 34 no. La legge nello specifico  non autorizza l'eutanasia, né il suicidio assistito, ma instaura il diritto a una sedazione "profonda e continua" fino al decesso per gli ammalati in fase terminale e introduce le norme sulle direttive anticipate vincolanti.

I gruppi PS, UMP, UDI e del Fronte di sinistra hanno votato tutti in favore del testo sostenuto in prima fila dal premier Manuel Valls, che lo giudica "equilibrato". I Verdi e i radicali di sinistra così come alcuni socialisti si sono astenuti visto che avevano difeso degli emendamenti che proponevano di legalizzare il suicidio medicalmente assistito

A destra, i deputatati dell'intesa parlamentare, l'ala destra dell'Ump, che già si erano schierati contro il matrimonio gay, si sono astenuti giudicano la legge  "inutile, dannosa e che introduce una sorta di "diritto alla morte". Ora la palla passa al Senato dove la legge verrà discussa a maggio o giugno

Intanto in Italia eutanasia e suicidio assistito non sono all'ordine del giorno del Parlamento nonostante nel settembre 2013 sia stata depositata una  proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della eutanasia presentata da alcune associazioni con quasi 70mila firme autenticate di cittadini e depositata alla Camera dei Deputati il 13 settembre del 2013. Lo stesso presidente Giorgio Napolitano, nel 2014, sollecitò una discussione in Parlamento sulla questione del fine vita

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