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Francia, la Corte Costituzionale boccia il divieto dei social agli under 15. Macron: “Riscrivere la legge”

Il Consiglio costituzionale ritiene sproporzionato il limite alla libertà di espressione e comunicazione dei minori

Francia, la Corte Costituzionale boccia il divieto dei social agli under 15. Macron: “Riscrivere la legge”
Immagine generata con l’IA

La Francia non potrà applicare il divieto generalizzato dei social network ai minori di 15 anni previsto dalla nuova legge. Il Consiglio costituzionale ha bocciato la norma perché limita in modo sproporzionato la libertà di espressione e comunicazione dei ragazzi.

La legge puntava a proteggere i minori dai rischi online, ma l’articolo 1 non supera il vaglio

Il Consiglio costituzionale francese ha fermato il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni. I giudici hanno censurato l’articolo 1 della legge con cui la Francia voleva proteggere i ragazzi dai rischi legati all’uso delle piattaforme digitali.

Secondo il Consiglio, il divieto comporta una “limitazione sproporzionata” della libertà di espressione e comunicazione degli under 15. La misura, hanno stabilito i giudici, “non è adeguata, necessaria e proporzionata”. La decisione riguarda esclusivamente l’articolo 1 della legge. Il Consiglio costituzionale era stato chiamato a pronunciarsi soltanto su quella disposizione e non ha quindi esaminato un’altra misura contenuta nello stesso provvedimento.

Resta fuori dalla decisione il divieto di utilizzare il telefono cellulare nelle scuole superiori, destinato a entrare in vigore dal 1° settembre. Su questa parte della legge i giudici costituzionali francesi non si sono espressi.

Francia, Macron chiede una nuova legge sui social per gli under 15 entro il 2027

Il presidente francese, Emmanuel Macron, appresa la decisione del Consiglio costituzionale di bocciare alcune parti della legge adottata dal parlamento che vieta i social network ai minori di 15 anni, ha incaricato il premier, Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione della legge per arrivare ad una soluzione “entro la primavera 2027”. Lo ha fatto sapere l’Eliseo.

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