La Francia non potrà applicare il divieto generalizzato dei social network ai minori di 15 anni previsto dalla nuova legge. Il Consiglio costituzionale ha bocciato la norma perché limita in modo sproporzionato la libertà di espressione e comunicazione dei ragazzi.
La legge puntava a proteggere i minori dai rischi online, ma l’articolo 1 non supera il vaglio
Il Consiglio costituzionale francese ha fermato il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni. I giudici hanno censurato l’articolo 1 della legge con cui la Francia voleva proteggere i ragazzi dai rischi legati all’uso delle piattaforme digitali.
Secondo il Consiglio, il divieto comporta una “limitazione sproporzionata” della libertà di espressione e comunicazione degli under 15. La misura, hanno stabilito i giudici, “non è adeguata, necessaria e proporzionata”. La decisione riguarda esclusivamente l’articolo 1 della legge. Il Consiglio costituzionale era stato chiamato a pronunciarsi soltanto su quella disposizione e non ha quindi esaminato un’altra misura contenuta nello stesso provvedimento.
Resta fuori dalla decisione il divieto di utilizzare il telefono cellulare nelle scuole superiori, destinato a entrare in vigore dal 1° settembre. Su questa parte della legge i giudici costituzionali francesi non si sono espressi.

