Preservativi bucati e lotti illegali in farmacia: in Francia scatta il sequestro per oltre 290mila pezzi
Un maxi-sequestro sanitario scuote il mercato d’Oltralpe: oltre 250mila preservativi sono stati ritirati d’urgenza dal commercio sul territorio francese a causa di difetti di fabbricazione che li rendono “bucati” o esposti a un “forte rischio rottura”. Il provvedimento straordinario è stato emanato congiuntamente dalla Direzione generale della concorrenza e del consumo e dal Ministero della Salute. Parallelamente, ulteriori 40mila contraccettivi sono stati bloccati poiché del tutto privi della certificazione CE e di qualsiasi attestazione di idoneità secondo i parametri europei.
La vicenda ha destato forte scalpore nella nazione che vanta il secondo tasso di fecondità più elevato dell’Unione Europea — pari a circa 1,6 nati per donna, a fronte dell’1,14 riscontrato in Italia —, portando allo sgombero immediato degli lotti incriminati dalle farmacie e dai punti vendita della grande distribuzione. Le analisi condotte dalle strutture di laboratorio governative hanno infatti riscontrato imperfezioni strutturali e micro-fessure sulla guaina in lattice in centinaia di migliaia di confezioni già diffuse al dettaglio. In diverse circostanze è stato evidenziato un elevato “rischio di rottura completa” del dispositivo durante l’atto sessuale.
Il medesimo provvedimento di stop ha colpito anche un pacchetto di 40mila unità distribuite sul web da “rivenditori asiatici”, ma rintracciate persino in alcuni esercizi fisici e presidi farmaceutici. In questo specifico caso, la misura si è resa necessaria per l’assenza del marchio CE, requisito essenziale per attestare il rispetto delle normative comunitarie in materia di sicurezza. Secondo le istituzioni d’Oltralpe, l’impiego di tali articoli potrebbe comportare “rischi gravi per la salute e la sicurezza degli utilizzatori: infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate”. La raccomandazione rivolta a chiunque sospetti di aver impiegato questi lotti è di sottoporsi tempestivamente agli accertamenti diagnostici per le malattie veneree.

